Andrea Bocelli: la musica del silenzio

Un passepartout per avere successo nel mondo è quello di essere italiani, avere una bella voce e trasmettere emozioni. Tutte caratteristiche di Andrea Bocelli, ennesimo esempio di italiano che è piu apprezzato all’estero che non in patria. Un amore precoce quello di Bocelli nei confronti della musica, fin da bambino, infatti, studiava pianoforte, flauto, sassofono e suonava l’organo in chiesa. Era già appassionato di lirica, e, come tutti i bambini coltivava un sogno, da grande voleva diventare un grande tenore; lui, bambino ipovedente per via di un glaucoma, guardava lontano. Come racconta egli stesso nel romanzo autobiografico “La Musica Del Silenzio”, intorno ai sei anni, passare il tempo ascoltando musica da un giradischi era l’unica panacea per renderlo sereno e felice. A dodici anni, il destino sferra un duro colpo; sta giocando a calcio, altra sua grande passione, ed una pallonata troppo forte lo colpisce in pieno volto privandolo definitivamente della vista. Fisico prestante, la storia perde un potenziale idolo degli stadi in calzoncini e maglietta per acquistarne un altro, sopra un palco immenso, accompagnato da un’orchestra. Da adolescente, Bocelli studia canto e suona nei piano-bar e mette in mostra non solo l’aspetto del musicista ma anche quello dell’adolescente irrequieto. Sempre nel suo libro, si scopre un Bocelli inedito ed inaspettato per il pubblico che, abituato ai luoghi comuni, immagina un non vedente come una persona triste, sfortunata e dalla vita piena di privazioni.

Andrea Bocelli confessa di essere un passionale donnaiolo, caratteristica che ha portato al divorzio dalla moglie con la quale ha avuto due figli. La svolta per la carriera giunge quando il manager di Zucchero, Michele Torpedine, seleziona delle voci tenorili per duettare con il bluesman emiliano nel brano “Miserere”. Nel disco, il ruolo sarà ricoperto da Pavarotti ma, nel Miserere Tour, sarà Andrea Bocelli ad avere questo compito, il classico treno da prendere al volo. Quando le ruote del destino si mettono in moto è difficile fermarle; dopo questa esperienza, decisivo sarà l’intervento della maggiore talent-scout italiana, Caterina Caselli della casa discografica Sugar (a proposito di destino…).

Andrea Bocelli partecipa al Sanremo del 2004 come nuova proposta e lo vince con il brano di Zucchero, “Il Mare Calmo Della Sera”. L’anno successivo partecipa di diritto come big ed è presente con un brano che al momento passerà piuttosto inosservato nel nostro Paese ma che diventerà un clamoroso successo internazionale, “Con Te Partirò”. Sembra che la vita artistica stenti a decollare finchè, uno spot passato sulla TV tedesca che contiene questo brano, funge da miccia all’esplosione di Andrea Bocelli sul mercato mondiale e viene tardivamente consacrato anche in Italia. Dopo un avvio di carriera improntato su un pop comunque raffinato e lontano dalla classica canzonetta, Andrea Bocelli è ora pronto a darsi un tono lirico o quantomeno pop-lirico. Diventa un interprete tra i più richiesti ovunque e le sue partecipazioni ed esibizioni prestigiose aumentano vistosamente. Corona il suo sogno di bambino interpretando vari ruoli in opere liriche nei luoghi piu importanti; è Rodolfo nella Boheme al Lirico di Cagliari, conquista l’Arena di Verona con La Vedova Allegra, si esibisce con il Coro della Fenice a Venezia, canta in Mondovisione ad una platea di quasi un miliardo di spettatori nella chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino.

Quest’uomo dall’aspetto imponente e serafico, che quasi incute soggezione, come dicevamo sopra ha un carattere tutt’altro che flemmatico, in linea con le sue origini pisane. Si è risposato ed ha avuto un terzo figlio ed è incappato nelle maglie del fisco con conseguente adesione ad un condono pagato molto salato. Al termine del duetto con Christina Aguilera del Sanremo 2006, le ha sussurrato nell’orecchio: “Sei un angelo”, dando cosi’ voce al gossip, giusto per non farsi mancare niente. Ma Andrea Bocelli è un generoso, numerose sono le sue esibizioni per beneficenza come quella del Colosseo a favore dei terremotati dell’Aquila oppure per quelli di Haiti, in occasione del disastro ferroviario di Viareggio e per raccogliere fondi da destinare all’educazione dei bambini poveri insieme all’ex calciatore Xavier Zanetti. Che si tratti di esibirsi al matrimonio del Principe di Monaco, all’inaugurazione dell’Expo o alle finali di Champions League, Andrea Bocelli è onnipresente ed è garanzia di successo. Ha una fondazione che porta il suo nome dove si occupa di poveri, disabili ed emarginati. Ad oggi, sfiora i cento milioni di dischi venduti, oltre ad essere stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, ha ricevuto un titolo equivalente a Santo Domingo, è presente nella Hollywood Walk of Fame per il contributo dato al teatro. Insomma, una celebrità che tutto il mondo ci invidia; vanta collaborazioni e duetti canori con giganti della musica, i premi ricevuti non si contano. Che si tratti di pop, di crossover classico o di lirica, Andrea Bocelli è quel bambino che sognava di diventare un tenore con la sua “musica del silenzio”.

(Fabrizio Bordone)

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