PCI La Spezia: “Giù le mani dalle colline, giù le mani dal PUC”

LA SPEZIA-… La collina va fatta rivivere attraverso una condivisione tra quelle che sono la tutela ambientale e le legittime esigenze dei cittadini che si possono trovare ingessati…” ha dichiarato Peracchini.
Vorremo capire meglio cosa voglia dire. Non vorremo sembrare prevenuti, ma secondo noi vuol dire togliere il gesso e mettere il cemento.  Il PUc adottato prevede incentivi in varie forme a chi insedia attività turistico ricettive, di servizio alla persona,  a chi insedia esercizi di vicinato, pubblici esercizi e a chi recupera alloggi abbandonati per finalità residenziali primarie o turistiche nei nuclei collinari, proprio per dare una base di servizi a chi vive in collina.
Il nuovo puc prevede che gli ampliamenti residenziali siano connessi al recupero del territorio , perché non è più possibile ignorare che i processi di abbandono determinino un rischio che grava sull’abitare in collina e in città.
Oltre agli interventi pubblici diretti di mitigazione del rischio idrogeologico ( vedi POR -FESR) è indispensabile che si torni alla manutenzione diffusa e ordinaria del territorio, favorendo le attività agricole e dei coltivatori, secondo un principio di responsabilità civile che coinvolge gli abitanti tanto quanto il comune, che infatti ha portato avanti anche il progetto campagna urbana : terreni di proprietà comunale dati in concessione ad aziende agricole o privati: le domande sono state più di quanto offerto.
Inoltre è stato approvato il piano di assestamento forestale che ora andrà applicato.
Ma se i terreni dovessero tornare edificabili per accontentare il popolo degli ingessati questi significherebbe allontanare i coltivatori : chi sarebbe disposto a pagar un terreno agricolo a prezzi di un terreno edificabile per una villetta vista mare?
Il puc adottato a differenza di quello che dice Toti è vivo e vegeto: è in regime di salvaguardia e gli atti chi la regione ha inoltrato sono semplici richieste di integrazioni che sono normale prassi delle pratiche amministrative. Pertanto in collina non si possono costruire nuovi edifici. Noi siamo per difendere in tutti i modi il PUC, che è avanzato, moderno al passo con i tempi, contro le speculazioni.
Il puc è la cartina di tornasole per capire da che parte si stia. Finalmente si delineano le scelte di campo: c’è chi come noi è per uno sviluppo armonico e sostenibile basato sul recupero del patrimonio edilizio esistente, sulla rigenerazione della città senza più nuovi centri commerciali, senza l’ espansione della città verso la collina che riduce il costruibile drasticamente e chi invece si ostina a pensare che l’unica strada sia la cementificazione.

Cristiano Ruggia, Partito Comunista Italiano

 

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