Inquinamento acustico ed atmosferico nei Quartieri del Levante, una lettera

 

LA SPEZIA- L’inquinamento acustico ed atmosferico, è ormai risaputo, in buona parte deriva dall’attività portuale per  ricadere sulla salute dei cittadini i quali, senza tregua , da decine di anni continuano a fare esposti  denunce e petizioni che lasciano il tempo che trovano.

Ancora si legge sui quotidiani locali la denuncia di alcuni cittadini per una situazione insostenibile di inquinamento acustico ed atmosferico causato dall’attività del porto che è certamente l’unico in Italia, ma forse anche in Europa, che si trova a pochi metri dalle residenze in cui vivono migliaia di persone.

Vogliamo ricordare chi da anni è responsabile della salute dei cittadini e non ha fatto assolutamente nulla, nel rispetto del suo ruolo,  per fare in modo che fosse garantita loro la salute?

 E tutto questo nonostante gli stessi avessero fatto sentire più e più volte la loro voce per richiedere il ripristino della mitigazione ambientale come previsto dalla legge urbanistica del P.R.P.

Dunque gravissime responsabilità del Sindaco, della Regione Liguria e dell’Autorità Portuale, istituzioni che avrebbero dovuto garantire gli interventi di mitigazione e le collegate prescrizioni ambientali.

Oggi siamo di nuovo al punto di partenza con una poco credibile variante di progetto di fascia di rispetto, discutibile per funzionalità e troppo breve come tratto (va da via San Cipriano alla ex via Palmaria mentre manca ancora il tratto da via Palmaria a via Pitelli) e questo dopo 11 anni trascorsi senza la minima preoccupazione per l’integrità fisica dei cittadini mentre questa per loro dovrebbe essere una priorità: la qualità della vita dei cittadini.

La cosa più tragica è che dopo tutti questi anni i quotidiani locali hanno scoperto l’acqua in mare come se sino ad oggi i cittadini non avessero fatto esposti e  denunce sia alla Procura ed agli enti responsabili, come se non ci fosse stato l’evento e l’ordinanza del Giudice Attinà negli anni 1990-2000 proprio per impedire il disturbo della quiete pubblica e l’inquinamento acustico la cui concausa principale risultava l’attività portuale:

  1. Rumore 24/24 h. provocato dai motori delle navi sempre in moto
  2. Rumore per la movimentazione dei containers a pochi metri dalle case
  3. Rumori dal moto translaier sul piazzale
  4. Insostenibili rumori per le manovre dei convogli ferroviari, anch’essi a pochi metri dalle case
  5. Rumori dei clacson per le lungaggini delle procedure doganali
  6. Rumore per il superamento della velocità dei mezzi pesanti nel tratto della strada a raso davanti alle abitazioni della Marina del Canaletto
  7. Inquinamento atmosferico degli scarichi dei fumaioli delle navi col motore in moto giorno e notte

Insomma siamo sempre punto e a capo solo con promesse sugli interventi che continuano ad essere fatte ancor oggi a distanza di decine di anni, altro che priorità rispetto alle banchine portuali previste nel piano triennale dell’Autorità Portuale. Pronti certo a dare la precedenza a quelle ed a continuare a FREGARSENE  della salute degli spezzini che hanno la disgrazia di vivere nel Levante, cittadini che non hanno neppure la possibilità di pensare a trasferirsi perché le loro case hanno perso gran parte del valore e per di più nessuno le comprerebbe comunque.

Il Coordinamento Dei Quartieri Del Levante

Rita Casagrande –Franco Arbasetti

Lettera inviata a:

-Al Ministero Delle Infrastrutture

 Roma

-Al Ministero Dell’ambiente

 Roma

-All’Autorità Portuale

  La Spezia-Carrara

-Al Presidente Della Regione  Liguria

-Al Presidente Della Regione Toscana

-Al Sindaco Di Carrara

-Al Comune Di La Spezia

-Alla Capitaneria Di Porto Di La Spezia

-All’Arpal  Di La Spezia

-All’ Asl5 Spezzino

-E  P.C  Al Signor Procuratore Della Repubblica Di La Spezia

 

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