La regione boccia il PUC, l’ira di Federici: “Mossa politica, a puro carattere propagandistico”

LA SPEZIA- Conferenza stampa convocata d’urgenza, quella di oggi pomeriggio a Palazzo Civico: il sindaco Federici, l’assessore Mori, i dirigenti Avvocato Niggi, l’architetto Virgilio e l’Avvocato Carrabba sono letteralmente scesi in campo contro la decisione della Regione Liguria di contestare il PUC del Comune della Spezia, approvato dal Consiglio Comunale nell’aprile scorso.

Federici giudica questo “un atto gravissimo, un’iniziativa a scopo propagandistico, volta a tentare di mettere le mani sulla città da parte del centro destra”, dicendo che “mai si era verificato un atto simile, così grave” nonostante fosse chiaro da tempo che da parte della Regione c’è in atto una sorta di guerra al Comune spezzino.

Gli fa eco Mori, che parla di uso strumentale e contesta le osservazioni della Regione.

I dirigenti Niggi e Virgilio sottolineano l’inconsistenza delle accuse della Regione, affermando che bastava una telefonata per sciogliere eventuali dubbi che deriverebbero, in parole povere, da “titoli mancanti”: in sintesi, secondo quanto dicono dall’Amministrazione spezzina, la Regione avrebbe cercato per titoli ciò che il Comune ha spiegato nelle varie schede. Inoltre, si chiedono, come ha fatto la Regione a leggere tutto il materiale in così poco tempo? 

La Regione, in un comunicato stampa inviato in serata, specifica che “gli uffici regionali dell’Urbanistica nello svolgimento delle ordinarie funzioni di esame dei PUC, i Piani urbanistici comunali, hanno rilevato che il Piano inviato dal Comune della Spezia il 15 maggio scorso, era mancante di documenti obbligatori per la sua approvazione. L’atto adottato dagli uffici tecnici dell’Urbanistica è quindi un atto dovuto a motivazioni giuridiche, nel pieno rispetto delle competenze tecniche e amministrative dell’ente regionale. Per questo motivo gli uffici regionali hanno scritto al Comune, comunicando l’improcedibilità per violazione dell’art.27 della Legge regionale 36 del 1997, e di provvedere immediatamente alle integrazioni”.

Dal Comune, però, fanno sapere che l’accusa di violazione della norma è gravissima, ma non corrisponde al vero: sarebbe, insomma, tutto a posto. A Palazzo Civico sollevano dubbi anche sulle tempistiche, in piena campagna elettorale a pochi giorni dal voto. I tecnici annunciano risposte alle accuse ed eventuali ricorsi se la Regione dovesse continuare su questa strada.
Federici, che si dice molto amareggiato, conclude dicendo che “se si dovesse stabilire che questo è un fucile messo in mano a qualcuno per sparare, ci potrebbero essere anche risvolti penali”. 

Nei fatti, però, cosa potrebbe succedere? Tutto potrebbe restare bloccato, in una sorta di limbo, fino alla risoluzione del problema: o il PUC va avanti così o salta. Lo stop potrebbe durare anche qualche anno e rimetterci sarebbero, ha detto l’assessore Mori, i cittadini. 

Per ora, nulla è perduto, ma i rapporti tra le istituzioni, già incrinati, sembrano destinati a rompersi del tutto se la città dovesse tornare al PD dopo le Amministrative del prossimo 11 giugno; se dovesse subentrare una Giunta di un altro colore, sicuramente questo PUC sarebbe affossato del tutto.

(Claudia Bertanza)

 

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