Victor o i bambini al potere: la Compagnia degli Evasi alla Dialma Ruggiero

LA SPEZIA- Venerdì 2 giugno alle 21:30 al Teatro Dialma Ruggiero di via Monteverdi 117 a La Spezia, la Compagnia degli evasi propone il nuovo spettacolo teatrale preparato con gli allievi del corso di recitazione tenuto a Castelnuovo Magra dal regista Alessandro Vanello: questa volta il gruppo ha scelto un testo particolarmente impegnativo “Victor o i bambini al  potere” : in scena gli attori Davide Grossi, Monica Marchi, Rosalia Parenti, Marcella Tundo, Carlo Montanari, Clara Giannarelli, Daria Pietrapiana, Riccardo Avanzini, Daniela Bartolomei, Caterina Montanari, e con Massimo Luongo e Fiorella Bologna, che ha curato anche i decori scenografici.

Victor è un bambino straordinariamente acuto e intelligente, capace di mettere in difficoltà i parenti e gli amici invitati alla sua festa di compleanno, tutti i loro principi, i loro valori borghesi, le loro ipocrisie. Scritto da Roger Vitrac e messo in scena nel 1928 da Antonin Artaud, “Victor” è forse la commedia surrealista francese più popolare, che mantiene ancora oggi tutta la sua forza incisiva: uno “spaccato” della Parigi borghese, ambientato nel giorno in cui il piccolo Victor festeggia il suo compleanno con l’amichetta Esther e le rispettive famiglie: fratellastri per adulterio, con la loro prettamente infantile mancanza di tatto e senso della misura, i due bambini mettono in difficoltà le tacite connivenze e i comodi compromessi degli adulti, obbligando la realtà a mostrare la sua vera faccia di meschinità e incoerenza. A distanza di novant’anni poco è cambiato, la innocente saggezza dei bambini riesce ancora oggi ad essere involontariamente così vera, da risultare giudice perfetto del mondo degli adulti. Vitrac fu considerato all’epoca autore surrealista, ma negli anni cinquanta, con l’avvento del teatro dell’assurdo, fu facile individuare nel suo Victor, il primo vero testo precursore dell‘assurdo.

<Ed ecco così che anche il nostro Victor, racconta il regista, come da testo originale, è interpretato da un attore adulto, ma nei panni di un bambino, o forse da un bambino del corpo di un adulto, è questa l’assurda metafora sulla quale si svolgono i fatti, nel giorno in cui, il piccolo Victor, alto in realtà un metro e settanta, compie nove anni. Una scrittura irriverente che intende esprimere un profondo attacco al sistema, ai legami familiari, alla falsità delle apparenze, alle contraddizioni della Storia, influenzata da Alfred Jarry, al quale Vitrac e Artaud intitolarono il loro teatro parigino>.

Le luci sono di Luigi Gino Spisto. Ingresso €8 , ridotto ragazzi €5. Info e prenotazioni 3358254436