Brando Benifei: “Mentre Salvini fa campagna elettorale, al Parlamento Europeo si lavora”.

“Mentre oggi il collega Salvini, tra un programma tv e l’altro, è a farsi una passeggiata elettorale in Liguria a spese dei contribuenti, il Parlamento Europeo, di cui è membro, sta lavorando. Inoltre nelle commissioni parlamentari di cui fa parte – commercio estero, ambiente e salute – non solo si discute di provvedimenti futuri, ma si vota su leggi europee e accordi internazionali importantissimi riguardanti, fra le altre cose, i limiti agli utilizzi di sostanze pericolose, la riduzione delle emissioni inquinanti e le misure per la lotta alla corruzione nelle attivita commerciali internazionali con paesi terzi“.

Lo dichiara Brando Benifei, europarlamentare ligure del Partito Democratico, che continua: “Insomma mentre oggi il leader della Lega gusterà un pezzo di farinata e di focaccia insieme ai suoi improbabili sodali Bucci e Peracchini, gli interessi del nostro Paese, dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese italiane e dei liguri non saranno rappresentati in votazioni importanti dove, come sempre, il collega sarà sostituito da un componente straniero del suo gruppo politico di estrema destra, non certo amico degli interessi italiani, magari proveniente da quel Front National di Marine Le Pen che già in passato ha votato contro le necessità dell’Italia sulla gestione europea dei migranti. Spiace molto che il nostro Paese sia indebolito in Europa da chi si fa eleggere e poi non segue nessun dossier perché è sempre in campagna elettorale per se stesso, e al limite partecipa 3 giorni al mese alla plenaria di Strasburgo per non perdere lo stipendio. Spero almeno che quando, a breve, avremo da discutere questioni fondamentali per la Liguria come le norme sul Made in Italy, i nuovi piani di investimento per la portualità e la riforma dei fondi strutturali, ci sia un qualche contributo utile nei negoziati con il resto d’Europa da chi sembra badare solo agli interessi elettorali della Lega Nord. Sarebbe bello che i suoi amici Bucci e Peracchini oggi glielo ricordassero.”