Immigrazione e povertà: bisogno di sinistra (di Marcello Delfino)

La causa del problema migratorio non sono le frontiere che non funzionano o i muri laddove non ci sono ma, semmai, le enormi diseguaglianze fra il mondo agiato e quello assai più vasto, vissuto da disperati.

Un tempo i disperati pensavano che al mondo fossero tutti come loro, oggi, con lo sviluppo delle comunicazioni, hanno appreso che in una parte del cosmo si vive una vita degna di questo nome.

La conoscenza accresce la coscienza del proprio stato e le opportunità che il destino può offrire.

E’ diritto e dovere di ogni essere umano fare il possibile per migliorare le proprie condizioni di vita ed offrire ai propri figli la speranza di un’esistenza almeno dignitosa.

Così è stato e così sarà, in misura sempre maggiore.

La soluzione passa solo per un credibile Piano Marshall attraverso il quale i paesi ricchi rendano quella parte vastissima di mondo luogo nel quale chi vi nasce possa viverci e dare un futuro ai giovani.

Poco conta se si fugge dalla guerra, dalla fame o dalla miseria, queste sono distinzioni che fanno gli ipocriti che pretendono di selezionare i diritti in base alle loro convenienze.

Le disuguaglianze, nel mondo opulento, dipendono da un sistema economico neoliberista che rende i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre di più e sempre più poveri.

La politica, sempre meno condizionata dalla sinistra che, mai come oggi nell’occidente, è debole e silente, non vuole o non può intervenire per regolare le dinamiche economiche, per contrastare ingiustizie e sopraffazioni.

Additare gli immigrati quali responsabili delle povertà di casa nostra è una falsità insopportabile ed una provocazione che nasconde il vero volto di coloro che iniettano nella società questi veleni.

La società occidentale ha più che mai bisogno di sinistra, che governi o costituisca un’opposizione forte, capace di condizionare chi governa.

Capace non solo di ascoltare ma anche di dare risposte concrete a chi da solo non ce la può fare.

Non è sinistra proporre di rimpatriare gli immigrati.

Piuttosto che di omicidio colposo per le morti in mare si diventerebbe colpevoli di omicidio volontario visto che conosciamo il destino che attende coloro che sono rispediti nei paesi dai quali sono fuggiti.

Non è sinistra armare le famiglie per difendersi da reati peraltro in netta regressione, facendo passare per sicurezza la voglia di farsi giustizia da soli in un mondo sempre più insofferente delle leggi e delle regole.

Non è sinistra togliere i diritti a chi lavora con la scusa di favorire l’accesso a chi il lavoro non ce l’ha con il risultato, che naturalmente a qualcuno piace, di non creare nuovi lavoratori e di rendere precari anche quelli che il lavoro ce l’hanno.

Eppure questo paese ha avuto la sorte di avere dei padri costituenti lungimiranti e sostenuti dal Cielo, come si dice accada in Conclave.

E’ tempo di costruire alla Spezia, in Italia e in Europa una sinistra unita che superi simboli e frazionismi.

Il manifesto fondativo c’è già: la nostra Costituzione.

Marcello Delfino

già Vice Sindaco della Spezia

 

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