Intervista a Gianfranco Bianchi, candidato nella Lista Bianchi

LA SPEZIA- Gianfranco Bianchi, 70 anni, ex Presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio, è candidato come consigliere comunale alle prossime elezioni Amministrative con la Lista Bianchi, che appoggia il candidato Sindaco Pierluigi Peracchini. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

  • Dottor Bianchi, come mai questa candidatura?
    Questa candidatura è maturata nel corso di questi anni in cui ho ricoperto dei ruoli importanti a livello di economia (Presidente di Camera di Commercio, di Confcommercio) perché mi sono reso conto che quelli che ci hanno amministrato finora e quelli che si propongono per amministrare non garantiscono la massima attenzione ai problemi dell’economia cittadina e quindi abbiamo deciso che è giunto il momento di non dare più deleghe ai partiti, ma di intervenire direttamente.
  • Cosa si intende per “31.000 ora basta”?
    Dal 1971, anno in cui per la prima volta in questa città si è insediato un sindaco di sinistra, la nostra città ha perso 31.000 abitanti. Questo ha indebolito l’intero settore socio-economico della città, che si sta pian piano spegnendo. Manca il ricambio generazionale, è una città sempre più anziana, dalla quale se ne vanno i giovani e mancano, soprattutto, i futuri amministratori. E questa è la cosa peggiore, per cui credo sia d’obbligo, per tutta la società civile, scendere in campo. Dopo 46 anni, credo sia arrivato il momento di cambiare.
  • La vostra lista è legata a qualche partito?
    La nostra è una lista civica, veramente civica, non è legata ad alcun partito. Tra noi non abbiamo uomini politici, è una lista fatta di persone semplici, che lavorano. Siamo in una coalizione di centro destra, ma noi siamo apparentati con il Sindaco, non con i partiti.  Noi rimarremo, all’interno della coalizione, con la nostra lista, i nostri temi.
  • E qual è il vostro tema principale?
    Il punto cardine principale è l’ambiente, perché non ci può essere ripresa economica se non interveniamo prima sull’ambiente. Spezia è una città che è da bonificare a livello di aria, di terra e di mare. Io ho fatto un programma mirato su obiettivi specifici, non su promesse vuote. Noi vogliamo dare un contributo concreto, nella lista c’è gente che lavora da mattina a sera per la propria impresa e sappiamo cos’è la fatica. Non vogliamo perdere tempo. Per ambiente ovviamente si intende territorio, commercio, turismo, tutte quelle attività che non vanno considerate solo dal punto di vista economico, ma anche sociale, della sicurezza, della città… le strade, il decoro. Bisogna far vivere questa città.
  • Su cosa vi focalizzerete, in particolare?
    Punteremo molto sui mezzi elettrici, per esempio, ma non perché siamo ambientalisti estremi, anzi. Noi siamo ambientalisti perché sappiamo che puntare sull’ambiente vuol dire aiutare l’economia e la vita sociale dei cittadini. Non sarà l’ambientalismo del “no” a tutto.
  • La prossima giunta avrà a che fare con la bonifica dell’area Enel e con la decisione sul cosa si dovrà fare lì. Una lista a voi apparentata sostiene “Spezialand”. Qual è la vostra posizione?
    Io rispetto tutti, tutte le idee, che in questa fase sono, appunto, solo idee. Io ho le idee molto chiare. L’area Enel, una volta bonificata, perché dobbiamo metterci al tavolo con Enel, prima di decidere. Io lì ci vedo delle attività produttive, con tecnologie a bassissimo impatto, immerse nel verde. Poi è talmente vasta che si può prestare anche a qualcosa di ludico, ma l’obiettivo principale non è quello. Noi dobbiamo investire sull’industria e sulla produzione, su quella che oggi è chiamata industria 4.0: pulita, tecnologica, a bassissimo impatto, il tutto immerso nel verde. Quell’area deve essere destinata alla produzione, abbiamo bisogno di lavoro.
  • E per quanto riguarda il fronte a mare, altro tema molto dibattuto?
    Il fronte a mare in questa città va considerato alla stregua di quello che ha fatto Genova con il Porto Antico. Su questo argomento si fa molta demagogia politica, ci si gira intorno senza proporre nulla di concreto. C’è stato un concorso di idee, vinto dal progetto Llavador, che a Valencia ha fatto cose meravigliose. Io dico che ci vuole coerenza: bisogna ripartire da quello, perché sono stati spesi un sacco di soldi e bisogna rispettare i soldi spesi dai cittadini e realizzare tutto ciò che è realizzabile di quel progetto. Bisogna quindi ripartire da lì, realizzando le opere del primo bacino, con la stazione marittima, per le crociere, perché non possiamo fare due passi avanti e tre indietro, dobbiamo prima di tutto mantenere il giro crociestico. Se non creiamo una stazione marittima moderna, efficace, con tutti i servizi per i crocieristi, allora abbiamo perso la scommessa. E anche la parte pubblica, quella della Passeggiata Morin, va rivista e, dopo aver realizzato la prima parte, capire come fare per far vivere anche quella parte. Io, poi, sono anche per la realizzazione del progetto dell’architetto Pesce su Diga-beach. La diga deve essere la spiaggia degli spezzini, con un servizio di trasporto marittimo come c’era negli anni Cinquanta e Sessanta.
  • Infine, immaginiamo lo scenario di un ballottaggio in cui la vostra coalizione non c’è. Immaginiamo, che so, Forcieri-Cinque Stelle o Forcieri-Guerri. Voi che indicazioni di voto darete, se le darete?
    Se le daremo, dovremo valutare i programmi, quello che si dirà durante il ballottaggio. Se si leggono i programmi attuali, viene voglia di non votare. Comunque sia, io preferisco sempre l’esperienza nell’amministrare all’improvvisazione. E con questo credo di aver risposto. 

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