Scalinata Cernaia e partecipazione, botta e risposta tra “Laboratorio a sinistra” e “Spezia bene comune”

LA SPEZIA- La questione-Cernaia continua a essere al centro del dibattito politico spezzino. Dopo il taglio degli alberi e le conseguenti polemiche sulla partecipazione, è intervenuto il gruppo “Laboratorio a sinistra”, che attacca l’attuale opposizione di farsi campagna elettorale sulla questione e rispondendo alle accuse di essere “una lista civetta del PD“. “La capolista Alice Parodi lavora da un anno attraverso incontri nei quartieri, incontrando i cittadini”, si legge nella nota diffusa, “è questa la vera partecipazione“. Poi partono due attacchi all’opposizione: uno al MoVimento 5 Stelle che “non può parlare di partecipazione dopo il caso-Cassimatis”; il secondo  a “liste di opposizione sostenute da personaggi così autorevoli, da non mostrare alcun rispetto per le persone, mentre sono disposte a usare queste circostanze per una inconsistente costruzione del consenso. Ci riferiamo all’uscita infelice di Sgarbi, sostenitore di Giulio Guerri, che, nel giorno della festa della Mamma, con sprezzante ironia, ha denigrato le coppie omosessuali.” Per quanto riguarda la vicenda della Cernaia in sé, la lista civica attribuisce all’Amministrazione l’unico errore di “non aver comunicato l’abbattimento, conscia di essere in campagna elettorale per evitare strumentalizzazioni e proteste, evidentemente non riuscendoci”. L’abbattimento, scrivono, era improcrastinabile per ragioni di sicurezza, citando le perizie.

Non si è fatta attendere la risposta di Spezia Bene Comune.

“In merito al dibattito che si sta sviluppando in campagna elettorale sulla vicenda di Scalinata Cernaia, teniamo a precisare che al netto della nota stampa – peraltro piuttosto confusa e alquanto autocelebrativa – di Laboratorio a Sinistra, la realtà è purtroppo sotto gli occhi di tutti. Gli effetti tangibili, subìti anzitutto dai residenti e la ferita – l’ennesima – inferta al patrimonio ambientale della città, lo dimostrano. La realtà racconta di una perizia che, in modo chiaro ed esauriente, da un lato mette in guardia sui gravi pericoli dovuti alla modalità di intervento di abbattimento degli alberi da parte del Comune, allo stesso tempo conferma la delicatezza della zona e quindi la particolare cautela necessaria nell’opera di rifacimento. Registrando quindi l’ennesimo tentativo di salvare frammenti dell’operato di un’amministrazione fallimentare, riteniamo che sia inaccettabile nascondere dietro a una parvenza di partecipazione il fatto di avere disatteso il Regolamento del Verde votato all’unanimità, quindi anche dall’amministrazione stessa. Ribadiamo ancora una volta che i processi partecipativi, di ascolto e confronto con la cittadinanza sono un fatto serio e non devono né possono ridursi a dichiarazioni di intenti che troppo spesso rimangono tali”.