Autori italiani da scoprire (parte prima)

Questa nuova serie a puntate di articoli vuole omaggiare e far conoscere una gran quantità di autori, cantautori ed interpreti italiani, che non hanno avuto quella visibilità riservata ai soliti grandi nomi. In questa prima rassegna parliamo di Massimo Bubola, Enzo Carella, Walter Foini.

Massimo Bubola. Autore veronese, compositore ed arrangiatore, Bubola ha collaborato con diversi artisti, su tutti con Fabrizio De André. Di matrice pop-folk, inizia da giovanissimo a scrivere testi e canzoni con un tratto originale e mai banale, attirando l’interesse degli addetti ai lavori. Dopo una prima collaborazione con Pino Donaggio e dopo aver pubblicato un proprio album, viene notato da De André che lo vuole come co-autore per “Rimini”, dando il via ad un binomio di qualità con frequentazioni a corrente alternata. Di Bubola è la famosa canzone “Don Raffaè”, uno dei successi tardivi del grande cantautore genovese al cui nome, Massimo Bubola viene spesso associato. La produzione solistica è piuttosto sconosciuta al grande pubblico, ma è molto interessante e sottovalutata. Il secondo lavoro, “Marabel”, contiene il brano omonimo: “Il sudore e la paura fanno scure le monete che Isacco sta stringendo tra le dita. Spezza rami nella notte e la luna è sull’altare, ha la gola sotto l’ascia di suo padre, quasi tutto ha una ragione e la ragione è quel che ha. Ma ogni lacrima ha una storia, ogni lacrima è una storia, Marabel”. Un artista da scoprire, un talento che ha lavorato anche con la Mannoia e Mia Martini; un poeta garbato e mai sopra le righe.

Enzo Carella. Interprete romano scomparso lo scorso febbraio, Carella è stato un geniale e mal compreso artista caratterizzato dai testi surreali e spesso criptici del famoso Pasquale Panella, il paroliere del Battisti degli ultimi anni. Il brano del debutto, “Fosse Vero”, è subito interessante:” Questo nome questo gesto questa cortesia, questo passo questo dire questa tua mania. Con la gonna che si muove ma senza parole, l’ombra scende in basso dove cambierai colore. Fosse vero, fosse vero…”. Un certo successo arriva con “Malamore” e anche qui vale la pena di seguire il testo: “Dì che mi amerai da pazzi o confusione. Stordendo il nervo il pensiero va in calzone. La mano nella pelle il tuo colpo migliore, e il fiore che si secca nell’occhiello del cuore. Dì che segno mi amerai di malamore. Dì che segno mi amerai di malamore. Sì di malamore”. Il ritmo delle sue canzoni lascia sempre un’irresistibile voglia di riascoltarle, tra un mix di orecchiabilità e melodie raffinate. Si presenta al Sanremo 1979 ed arriva clamorosamente secondo con il suo successo più famoso, “Barbara”: “Barbara, rapinosa assalimi. Scioglilo per noi quel tuo senso in più. Morbida diavola che scivola, con un fuoco in più notte accesa tu…”. Per chi volesse scoprire questo interprete surreale, vale la pena di ascoltare “L’anima Pagliacciona”, “Parigi”, la splendida “Il Mare Sopra e Sotto” e un altro suo discreto successo, “Amara”:” Orizzonte tu sei, tu che non finisci mai, tu mai, tu sei tanta e non più. Sei la santa che fa i miracoli a metà, a metà, cara amara per me…”. Senza mai aver sfondato, nonostante le discrete vendite dei brani succitati, Enzo Carella aveva interrotto per un certo tempo la carriera per poi riprovarci nei primi anni novanta ma con minore fortuna. Negli ultimi tempi della sua vita fu arrestato per coltivazione di “erba”, quando ormai era nell’immeritato oblio. Chi lo conosce per i brani più famosi e volesse approfondire i suoi album, non resterà deluso.

Walter Foini. Chiudiamo questo primo trittico con un cantautore-pianista milanese che ha vissuto una breve stagione di gloria negli anni settanta. Siamo nel periodo delle prime radio libere, per usare un termine dell’epoca, e proprio nelle radio passava un brano ben congeniato di un interprete che aveva la voce a tratti somigliante a quella di Cocciante. Walter Foini inizia a farsi conoscere con “Compro Tutto”; i più attenti noteranno che alcuni stralci di questa canzone ricordano un grande brano dei vecchi Genesis,Dancing With The Moonlit Knight”:” Bancarelle e mercato, nell’aria c’è una musica. Un vecchio vende castagne, fredda è la domenica. Compro tutto vedo scritto sopra a quel cartello…e sia, venderò questo pezzo della mia felicità, se lo vuoi posso darti aspirazioni e ingenuità…”. È il 1977, l’anno dopo, Foini raggiunge la vetta della hit parade con un brano popolare che si poteva sentire ovunque, “Una Donna Una Storia”: “Pomeriggi assolati non ho vissuto, ma il momento del tempo con te è venuto. Non ti posso lasciare andar via io amo ogni gesto ogni cosa che fai, quello che sei. Una donna una storia sei tu, quasi non ti aspettavo già più, fra le mani, fra queste mie mani. Una donna, una storia chissà se una donna e una storia potrà dissetarmi o almeno calmarmi un po’”. Il terzo brano conosciuto dai più è del 1979, “Faccia Di Luna”, ma le sue fortune artistiche avranno il tempo della vita di una farfalla. Altri brani minori, valgono anche per Foini un meritato approfondimento.

Nel prossimo articolo, altre tre brevi biografie.

(Fabrizio Bordone)