Scalinata Cernaia, Quartieri del Levante e Tavolo del Verde contro la maggioranza

LA SPEZIA- Il giorno dopo il taglio degli alberi sulla Scalinata Cernaia, sull’argomento intervengono maggioranza, Coordinamento Quartieri del Levante e Tavolo del Verde.

Il Coordinamento dei Quartieri del Levante risponde ai consiglieri della maggioranza che hanno ironizzato sul fatto che il Comitato Cernaia richiedesse il rispetto degli accordi presi con la Giunta. “Quello che lascia perplessi è il fatto che questi personaggi e consiglieri eletti dal popolo, per i quali il valore della partecipazione dovrebbe essere fattore fondamentale al fine di arrivare alla massima condivisione (in particolare dopo la soppressione delle Circoscrizioni), diventano protagonisti della difesa di ufficio di un sindaco sul quale i consensi sono al minimo storico e che rinunciano al ruolo di rappresentanti della maggioranza del Partito Democratico, riferimento di una democrazia partecipata solo a parole ma non nei fatti, a leggere quanto pubblicato sulla stampa locale, dal consigliere Venturini e da altri componenti della maggioranza” si legge nella nota diffusa.

Interviene anche il tavolo del Verde, in risposta alle dichiarazioni della Giunta.
La giunta comunale su Cernaia, come in molte altre vicende, mente sapendo di mentire. Mistifica i fatti, in modo seriale, esattamente come certi Serial Killer, quando dice che le piante abbattute erano pericolose, citando in proposito la perizia del Dott.Sani. Tale perizia infatti (e mi auguro che qualche giornale prima o poi decida di pubblicarla) dice esattamente il contrario. Le piante giudicate pericolose erano già state abbattute a suo tempo (e ancora non ripiantumate). Quelle ancora in piedi erano state giudicate invece in discreto stato vegetativo e senza nessuna propensione alla caduta . Il Dott. Sani però, non avendo mai potuto vedere un progetto modificato che permettesse lavori compatibili con la sopravvivenza delle piante non ha di fatto potuto svolgere completamente il ruolo per il quale è stato pagato (con i nostri soldi) ovvero proprio quello di esprimere la compatibilità per l’appunto dei lavori con la salvaguardia degli alberi, tutelati da decreto della soprintendenza come il resto della scalinata. Sani nell’ultima perizia , quella strumentalmente usata per la distruzione di Cernaia afferma che continuando a lavorare con quel progetto che prevede il passaggio di tubature per servizi a pochi centimetri dall’apparato radicale delle piante, si renderà le piante instabili e quindi pericolose. Tradotto, per far comprendere tutti : Le piante tagliate non erano pericolose, ma lo sarebbero diventate per responsabilità del Comune, reo di non aver voluto sviluppare un progetto diverso da quello iniziale. Questa è l’unica verità evidenziata dalla documentazione , ogni altra chiave di lettura Federiciana (o di chi per lui) è pesantemente infondata. Quanto ai residenti, trovo normale che non vedano l’ora che i lavori su scalinata Cernaia procedano, visto che come per Piazza Verdi, si è usato la tecnica di lasciare un cantiere nel delirio per anni, invece che trovare immediatamente una soluzione ragionevole e partecipata mettendola in pratica. La giunta dunque racconta stupidaggini e ci piacerebbe a questo proposito capire come mai Federici su Cernaia non si sia consultato né con Mori, né con Ruggia. Non ne abbia parlato, prima di procedere, né con la Signora Cattani, né con l’ex consigliere Delfino. Insomma tutta gente “informata dei fatti” avendo partecipato a tutti gli incontri che il comitato Cernaia ha avuto con l’amministrazione. Personalmente questa ignobile vicenda mi ha ancora più convinto, dell’impellente necessità di applicare nel nostro comune la legge 190 /2012 riguardante la rotazione degli incarichi dei cosiddetti “funzionari apicali”. Gente che da troppi anni siede al solito posto e che ormai gestisce nel nostro comune un potere addirittura superiore a quello delle più importanti cariche politiche.