Quando la politica si fa setta, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Guardando il video postato in rete relativo all’esordio delle liste che sostengono la candidatura a sindaco di Lorenzo Forcieri, ho ascoltato dalla parole del presentatore, probabilmente un capolista, fra considerazioni di circostanza, una enunciazione francamente inquietante.
“Siamo liste nelle quali ci sono donne e uomini di destra, di centro e di sinistra uniti dal desiderio di fare il bene della città”, recito così a memoria.
Tale dichiarazione, di per sé neanche troppo sorprendente vista la storica trasversalità dell’agire politico del candidato a Sindaco, pone effettivamente un problema di credibilità.
La politica, dunque, non c’entra niente, nell’agone amministrativo tutti i gatti sono bigi, come di notte, le soluzioni che la città attende non hanno nulla a che fare con i valori e l’idea di città e di società che informa coloro che si propongono agli elettori.
La politica, oltre che rappresentazione di valori, è anche, soprattutto, portatrice di interessi che non sono davvero tutti uguali, soprattutto in un mondo, come quello nel quale viviamo, lacerato da sofferenze e disuguaglianze.
Come dire che sostenere che il territorio, di cui dovremo rivendicare il suo essere bene comune, debba essere d’ora in avanti utilizzato evitando ulteriori ed inutili colate di cemento sia la stessa cosa che dare ragione a chi vorrebbe sostituire il Liceo Classico con un albergo a cinque stelle.
O che immaginare il waterfront come la naturale apertura della città al proprio mare sia lo stesso che traguardare il busines con insediamenti residenziali e commerciali con grattacieli più o meno slanciati verso il cielo.
Chi pensa che la convivenza fra porto e città debba essere garantita dal confronto e dal dialogo fra i vari legittimi interessi in campo starebbe dalla stessa parte di chi opera con arroganza e beghe giuridiche pensando che alla fine tutto abbia un prezzo.
E chi condivide le scelte di coloro che fino ad oggi si sono battuti, con più di qualche ragione, per organizzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in termini di modernità attraverso la raccolta differenziata potrebbe indifferentemente convivere con gli innamorati, speriamo solo nostalgici, del forno inceneritore magari costruito in casa e da erigere in Piazza Europa.
Come si vede le risposte divergono a seconda dei valori e degli interessi che si vogliono difendere.
E allora destra, centro e sinistra da cosa sono tenuti insieme ?
Il rischio è che si formi una setta di adoranti il carisma dell’uomo della Provvidenza di casa nostra.
La politica è dialogo, confronto, collegialità.
L’obbedienza, dalla maggiore età in poi, è un valore solo per i sacerdoti, forse.
I giovani vanno seguiti, sostenuti, difesi, incoraggiati e consigliati.
Va loro spiegato che la politica è fatica quotidiana, è studio, è passione.
Ma vanno valorizzati.
Davvero bello il gesto che due numi tutelari della nuova formazione della sinistra Articolo1- Mdp, Bersani e D’Alema, hanno voluto compiere proprio a questo fine.
Hanno scelto le retrovie, hanno investito su giovani brillanti lasciando spazio a Speranza, Laforgia, Guerra, Gotor, Quaranta, Scotto ecc. Senza lasciarli soli.

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