Voto utile o voto inutile? E’ il meno peggio a creare il peggio

LA SPEZIA – Guardare il voto solo retrospettivamente, ovvero orientare il proprio voto futuro sulla base di sondaggi, o su impressioni, per decidere cosa votare, giudicando, appunto inutile il voto, perché in assunto dato a chi non ha speranza di vincere, non è soltanto un brutto vizio, certamente italico, ma forse comune anche ad altre nazioni, ma è un altro subdolo sistema per orientare, anzi per costringere, gli elettori ad adattarsi a votare il meno peggio, perché costui, o costei, avrebbe speranza di arginare il male peggiore.

Come sostenuto anche da illustri studiosi (consiglio la lettura dell’articolo Perchè io, di sinistra, non voterei Macron per fermare la Le Pen), questa deformazione della democrazia è quella che ci ha condotto in questa profonda crisi di rappresentanza.

Un voto, purché libero e convinto, non è mai inutile, per definizione, e se c’è un pregio nel sistema elettorale che elegge i sindaci nelle città come la nostra è proprio che il primo turno, al quale possono presentarsi tutti coloro che riescono a raccogliere un numero sufficiente di candidati e di firme, ci permette di votare con convinzione (addirittura con entusiasmo) per colui, o per colei, che più ci è vicino, per colui, o colei, che meglio ci rappresenta, oppure ancor di più, per colui, o colei nel quale riponiamo fiducia, perché ne abbiamo conoscenza diretta e approfondita; conosciamo la sua storia, sappiamo se sarà in grado, se avrà effettivamente la volontà, di mantenere le promesse che inevitabilmente si troverà a fare in campagna elettorale.

E anche quand’anche non vincesse, ma fosse all’opposizione, sappiamo che la farà con coscienza e con competenza.

Ammesso e non connesso che esista in democrazia, dunque, un voto inutile è proprio quello dato al “meno peggio”, solo perché quel candidato ha speranza di vincere; così facendo, infatti, magari si impedisce ad una persona che conosciamo, nella quale riponiamo fiducia, di rappresentarci, di esercitare quelle funzioni, fossero anche “solo” quelle di consigliere comunale di opposizione, con la coscienza e la competenza che gli, o le, abbiamo riconosciuto e gli, o le, riconosciamo.

I candidati a sindaco sono più di dieci e i candidati a consigliere comunale sono oltre 700! Troppi? Difficile dirlo, quel che è certo è che tra di loro c’è certamente qualcuno che conosciamo, al quale, o alla quale, affideremmo il nostro futuro, più che ad altri, ebbene a costoro va dato il nostro voto, non a quello che è il meno peggio, ma al migliore, a colui, o a colei, che vorremmo davvero fosse affidato il nostro futuro.

Il passato non vi è piaciuto? Cambiate, non votate più coloro che ci sono stati e che si sono ripresentati, magari sotto dissimulate spoglie, abbiate il coraggio di votare con convinzione colui, o colei, che rappresenti, per storia personale, un reale cambiamento e il vostro voto sarà stato il più utile, per voi e per la democrazia.

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