Due esponenti della Città del Sole con Massimo Lombardi: intervista ad Anna Lena e Nicola Giusteschi Conti

LA SPEZIA – Nella lista Spezia Bene Comune che appoggia Massimo Lombardi nella corsa alla carica di sindaco alle prossime elezioni amministrative vi sono anche Anna Lena e Nicola Giusteschi Conti, esponenti dell’associazione culturale La Città del Sole, che già in passato aveva presentato essa stessa candidati ed aveva avuto due consiglieri comunali, Ferdinando Giorgieri prima e Roberto Lamma poi.

Abbiamo incontrato Anna Lena e Nicola Giusteschi Conti e abbiamo chiesto loro il motivo della loro scelta.

D: Come mai non una lista autonoma e come mai Spezia Bene Comune?

R. Posto che La Città del Sole difficilmente avrebbe avuto la forza di candidarsi in autonomia, abbiamo valutato che un’ennesima frammentazione sarebbe stata deleteria per il panorama politico cittadino e quindi abbiamo fatto la scelta a noi più congeniale, quasi naturale, ovverosia scegliere quella lista e quel candidato che più sentivamo affini ai nostri valori e alle nostre idee e che dimostrassero con i fatti quella autonomia dal passato che invece quasi nessun’altra lista può vantare.

D: Ma la lista Guerri e quella dei 5 stelle sono anch’esse di rottura con il passato, allora come mai non con loro?

R. E’ vero, anche la lista Guerri e quella dei 5 stelle sono di rottura con il passato, tuttavia da loro ci allontanano diversi punti, alcuni programmatici, più con i secondi che con il primo, e altri di metodo, che invece sono simili tra le due: entrambe le liste, infatti, richiedono un’adesione quasi acritica, direi, alla loro impostazione, quasi non c’è dibattito democratico, si potrebbe dire, se, ad esempio, non si può discutere sul candidato, che quindi viene imposto.

Giulio Guerri, che ormai è diventato un politico di professione, non ha mai avuto il coraggio di mettersi in discussione, e invece, soprattutto nel tentativo di creare effettivamente un polo alternativo al passato amministrativo di questa città, avrebbe dovuto, a nostro giudizio, farlo; non ci sarebbe stata una pregiudiziale, magari, alla fine, il miglior candidato avere potuto in astratto essere lui, ma avremmo voluto poterne discutere.

Per questo è stata abbastanza una delusione la decisione di Guerri di non farlo, dai 5 stelle ce lo aspettavamo abbastanza, basti pensare all’affaire Grondacci, da Guerri avevamo sperato di no.

D: E perché allora non con LeAli e con Melley?

R. Al di là di pelosissimi irenismi, per cui non bisognerebbe fare polemiche con nessuno, forse dettati da scelte tattiche di collocamento, noi riteniamo che occorra coerenza tra ciò che si professa e il modo in cui si agisce. In questa difficile fase politica ed economica ci chiediamo, è proprio necessario affidarsi alle stesse persone che ci hanno condotto sin qui? Insomma, Guido Melley è la perfetta espressione del familismo che ingessa il nostro paese, basti ricordare chi è stato suo padre, chi è suo fratello e chi è stato lui per le scorse amministrazioni: assessore per 10 anni e quindi presidente, di nomina politica, di Spezia Risorse, è stato ed è contiguo alla classe dirigente che ci ha amministrato e che invece noi vorremmo mandare gentilmente in pensione.

Come possiamo credere che si farà portatore di un effettivo cambiamento, che non può non passare attraverso il totale e completo rinnovo di tutta la classe dirigente, a cominciare dai vertici della macchina comunale, essendo egli ancora contiguo ed avendo egli lavorato con reciproca soddisfazione con gli attuali vertici?

Massimo Lombardi ha una storia personale – e lo stesso di può dire dei suoi candidati – che è una garanzia da questo punto di vista, sia per i principi che lo ispirano che per i metodi.

Il fatto stesso che abbia riconosciuto gli errori commessi dagli esponenti del suo partito quando facevano parte delle precedenti amministrazioni è un segnale importante: solo riconoscendo gli errori e facendosene carico ci si può correggere e questo Massimo l’ha fatto in modo chiaro, perché non si può dire sono diverso da quelli di prima, però non li critico e, soprattutto, non faccio autocritica, perché non bisogna fare polemiche…

D: E il programma?

R. Abbiamo ritrovato i temi che avevano caratterizzato la nostra battaglia politica, la legalità, a tutti i livelli, dall’applicazione delle norme anticorruzione che impongono le rotazioni dei dirigenti, a quelle che impongono il rispetto dell’ambiente per garantire la salubrità per i cittadini.

Vuoi un esempio? Il comune deve far sì che l’AP elettrifichi le banchine, gli spezzini non possono dover respirare i fumi delle navi e poi con la crisi mondiale dei trasporti e la vetustà del PRP bisogna mettere seriamente in discussione le ipoteche che esso ci vorrebbe imporre.

Le scorse amministrazioni hanno, anche giustamente, investito (male assai spesso, basti pensare a Piazza Verdi, ultimo dei loro disastri, ma vogliamo far finta di non vedere che il Centro Kennedy è uno zombie dal punto d vista urbanistico?) sul centro cittadino, ora è il momento di estendere gli investimenti ai quartieri periferici, e questo non dovrà significare solo qualche asfaltatura in più, pure assai necessaria, visto il pessimo stato delle nostre strade, ma soprattutto coinvolgendoli nelle manifestazioni culturali, potenziando i trasporti e, ovviamente, rivedendo il piano rifiuti con forti incentivi anche al riuso e non solo al riciclo.

D: Insomma vi siete sentiti a casa.

R. Esatto.

Intervista a cura di Paola Settimini

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