Chi vuol fare saltare il nuovo PUC del Comune della Spezia?

LA SPEZIA- Il PUC che martedì 18 aprile andrà in votazione in Consiglio Comunale realizza una profonda inversione di tendenza rispetto al passato. Pone un limite definitivo all’espansione della città, definendo una linea verde che di fatto preserva la fascia collinare; elimina da subito una serie di interventi già previsti che rappresenterebbero altrettante colate di cemento ai piedi delle nostre colline (come a Valdellora e Costa di Murlo); vieta nuovi centri commerciali (da subito quello dell’Ex SIO). Anche per i Piani d’area come il Waterfront, l’Ex Area Enel e l’Ex Area IP, il PUC riduce tutte le previsioni edificatorie, in special modo quelle residenziali, vanificando eventuali tentativi di speculazione edilizia.
Il piano quindi non piace al partito del cemento, e lo si è notato chiaramente per tutte le difficoltà che sono state frapposte alla sua adozione: tentativi di dilazione dei tempi, prove di aggiramento per realizzare gli interventi edilizi che altrimenti salterebbero (Valdellora, Ex SIO).
Un’eventuale mancata adozione del nuovo PUC il 18 aprile determinerà quindi (oltre al definitivo accantonamento di uno strumento urbanistico così prezioso per la città) l’attivazione immediata di tutte le pratiche edilizie sospese, molte della quali di grande impatto ambientale.
Quello che non si capisce quindi è la posizione tendenzialmente contraria al PUC presa da alcuni movimenti politici che si rifanno a principi ambientalisti.
La normale dialettica politica che vede ovviamente la contrapposizione tra maggioranza ed opposizione, non dovrebbe valere in questo caso, dove un eventuale voto o altra strategia che potessero determinare la mancata adozione del PUC non nuocerebbero più di tanto al partito di maggioranza, andando invece incontro alle aspettative del “partito trasversale del cemento”. Senza contare le conseguenze materiali inflitte al territorio.
Pensiamo quindi che i consiglieri comunali di opposizione che pongono la tutela dell’ambiente come uno dei principi cardine del loro agire politico non possano frapporsi all’adozione di tale strumento urbanistico. Se lo faranno, dovranno assumersene la responsabilità agli occhi di quei cittadini che la tutela dell’ambiente e del territorio la hanno veramente a cuore.
Il Comitato IoStoConIlPuc