La tempesta sui porti (di Giorgio Pagano)

LA SPEZIA- Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha certificato, in un rapporto presentato ai Presidenti delle Authority, che l’offerta dei porti, in prospettiva, supera di gran lunga la domanda delle compagnie. C’è più capacità che traffico, anche nelle previsioni: poco più di 9 milioni d teu nel 2020, quasi 12 nel 2025 e 14 nel 2030. “È uno scenario di domanda ambizioso -sostiene il rapporto- basato sulla previsione di un ampliamento massimo internazionale”. Dal lato capacità però si nota come i porti italiani, in uno scenario di “maggiore infrastrutturazione”, possano offrire molto di più.

Gilberto Danesi, a.d. del Vte, ha così commentato: “Genova e Livorno non sono sature, i volumi sono sempre gli stessi da anni… O si chiude il porto di Spezia o i progetti su Genova non esistono. Dove si prendono i volumi aggiuntivi per arrivare a 4-5 milioni di teu?”. Secondo il Ministero il tavolo di coordinamento delle Authority dovrà “definire la visione, le opere prioritarie e la pianificazione di settore di medio-lungo periodo”. Mentre “il gigantismo navale non va inseguito”.

Nel suo libro “Tempesta perfetta sui mariSergio Bologna spiega che “è semplicemente folle che tutti i porti vogliano attrezzarsi per accogliere le navi giganti”. E racconta il caso della Spagna, dove sono stati costruiti porti in cui non è mai arrivata una nave: uno “scempio di denaro pubblico e di territorio pubblico”.

La Corte dei Conti europea ha criticato anche i porti del Tirreno: Genova, Spezia, Savona e Livorno hanno investimenti programmati o in corso per aumentare del 50% (cioè di altri 1,8 milioni di teu) la loro capacità combinata di 3,37 milioni di teu. Ma, ha sentenziato la Corte, “l’attuale capacità non è pienamente utilizzata” e “non sono attesi significativi incrementi del traffico negli anni a venire”. Una svolta si impone: da parte dell’Unione europea, dei governi nazionali e locali, delle Authority. Urge, in Regione Liguria e nei Comuni di Genova e Spezia, una discussione di respiro strategico. Si può uscire dalla “tempesta perfetta” o rinunciando a parte dei progetti di sviluppo o allargando i propri mercati. Ma la seconda ipotesi presuppone che si realizzino infrastrutture ferroviarie e retroporti. Siamo ancora in tempo? Toti e i candidati a Sindaco delle due città che cosa propongono?

Giorgio Pagano
Presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo

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