I trionfi e le tragedie di Edith Piaf

Raccontare la vita di Edith Piaf significa addentrarsi in un oscuro romanzo tra il noir ed il rosa. La più importante interprete di sempre della musica francese, è stata l’incarnazione di un’esistenza travagliata come poche, segnata dalla nascita da tribolazioni solo in parte mitigate dai meritati trionfi conquistati nella sua straordinaria carriera artistica.

Una donna fragile, tormentata dalla solitudine, un passerotto (questo il significato di Piaf in slang) che davanti ad un microfono traduceva in melodia tutta la forza contraddittoria che deriva dalle debolezze umane. Un personaggio contorto ed affascinante come Edith Piaf si è sempre prestato a numerose leggende, la sua biografia ne è piena, a partire dai primi istanti di vita fino alla prematura morte, avvenuta a soli 48 anni dopo una vita di eccessi. Il padre è un artista di strada, si esibisce come contorsionista e i pochi spiccioli guadagnati finiscono nell’alcool; la madre ha origini livornesi, vive anch’essa per strada facendo la cantante. La prima leggenda riguarda la modalità della sua nascita che pare sia avvenuta sugli scalini di una casa in una via parigina grazie all’aiuto di un gendarme mentre il padre festeggiava l’evento in ogni bistrot della zona.

Edith Giovanna Gassion, questo il vero nome, nasce quindi in una famiglia che non è tale e viene affidata alla nonna materna che, tanto per non smentire la vena…artistica presente nel DNA, sbarca il lunario come ammaestratrice di pulci; un’altra leggenda, racconta che la bizzarra nonna mettesse vino al posto del latte nel biberon della povera Edith. Il padre di Edith torna dalla guerra e trova la figlioletta denutrita e cagionevole e decide di affidarla alla propria madre che di mestiere dirige un bordello… Le vicissitudini della futura Edith Piaf proseguono con una malattia agli occhi e con lo sciagurato padre che la porta con sé per le strade con l’intento di farle fare esercizi acrobatici per raccattare qualche spicciolo. Invece, Edith comincia per fortuna a cantare, ha già una splendida voce, e si distacca dal padre per formare un duo itinerante con un’amica adolescente. A soli diciassette anni, Edith resta incinta; canta per le strade con la piccola al seguito ma, a soli due anni, le muore di meningite ed il tragico curriculum vitae si allunga.

Ormai allo sbando, viene notata in un locale dal grande Maurice Chevalier, ma il destino è ancora in agguato; il suo impresario viene assassinato e solo grazie all’arresto del colpevole Edith viene scagionata. Con il nuovo manager, inizia la scalata di Edith verso il successo ed ella stessa contribuirà al successo di artisti come Yves Montand, con il quale avrà una relazione, Charles Aznavour, Jean Cocteau e molti altri.
Inizia la seconda guerra mondiale ed Edith Piaf si esibisce davanti agli occupanti tedeschi e, appena giunta la liberazione, nel 1945 incide il suo maggior successo di sempre, brano leggendario che invita all’amore dopo gli orrori bellici, “La Vie En Rose”: “Quando mi prende fra le sue braccia, e mi parla con tono basso, desidero davvero una vita rosea. Mi dice parole d’amore, parole di tutti i giorni, e ciò, mi fa qualche cosa…”. Inutile ricordare che questo intenso brano sia stato ripreso da centinaia di artisti nelle più disparate versioni.

Divenuta all’improvviso popolare e famosa, un anno dopo vola negli Usa in tournée e, una sera, un emergente pugile che aveva combattuto a New York, Marcel Cerdan, assiste ad un suo concerto e la invita a cena. Tra i due scoppia una passione tumultuosa, Cerdan è sposato, la Piaf è fissa a New York e la relazione provoca scandalo. I due si incontrano appena possono e qui subentra un’altra leggenda; pare che Edith avesse telefonato a Cerdan implorandolo di raggiungerla negli Usa non in nave bensì in aereo per fare più in fretta, altrimenti sarebbe “morta nell’attesa”. Cerdan sale sul primo aereo che si schianta sulle Azzorre, neanche a dirlo…La sera successiva, Edith dedica il concerto all’uomo appena scomparso e al termine dell’esibizione crolla a terra per un collasso.

Soffriva di depressione alla quale si aggiunse una dolorosa forma di artrite oltre ai postumi di un grave incidente; questa combinazione la portò a fare uso di morfina per sopportare il dolore e ne minò ulteriormente il già gracile fisico.

Tra i grandi successi di Edith Piaf vanno ricordati: “Les Amants”, “La Foule”, “Non, je ne regrette rien” brano questo diventato l’inno della Legione Straniera ed altra sua canzone simbolo conosciuta in tutto il mondo: “No, niente di niente! No, non rimpiango niente! Né il bene né tutto il male che m’hai fatto, e mi sta bene così. No, niente di niente! No, non rimpiango niente! È stato tutto saldato, spazzato via, dimenticato. Me ne fotto del passato…”.

Tra altri amori finiti male e problemi continui di salute intervallati a grandi trionfi nei teatri più importanti del mondo, a 48 anni, stroncata dai farmaci, intossicata dalla morfina e resa ancor più debole da una vita giovanile di stenti, il passerotto muore nella città dei profumi, Grasse, nel sud della Francia e viene portata di nascosto a Parigi dove avrebbe voluto morire ed essere sepolta. Finisce la vita di una straordinaria interprete ed inizia la leggenda, stavolta quella vera, la leggenda di Edith Piaf.

(Fabrizio Bordone)

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