“Siamo abbandonati”: l’esasperazione del Comitato Quartiere Umberto Primo

LA SPEZIA- Si è presentato oggi ufficialmente alla stampa il neonato Comitato Quartiere Umberto I, formatosi per far conoscere tutte le problematiche dello storico quartiere spezzino.

 “Ero scettico, quando si è costituito il Comitato” afferma Mauro Bertagna, “ma mi sono dovuto ricredere. I residenti hanno dato riscontro positivo, abbiamo ricevuto quasi 300 adesioni in pochi giorni. Abbiamo già incontrato il Questore, speriamo di incontrare anche il Prefetto a breve.” Non c’è nessun partito politico, dietro la costituzione del Comitato, ma – riconoscono i membri del Comitato- l’argomento è delicato e può prestare il fianco a strumentalizzazioni. “Ma noi siamo un gruppo di cittadini e come tali vogliamo agire” anche perché, come ci dicono, “non è questione di etnie, si parla di vivibilità del quartiere”; “ci sono tanti dominicani, nel comitato (e una signora è intervenuta alla conferenza stampa), esasperati come noi”.

Si parla di rumori molesti fino a tarda notte, aggressioni e minacce se si tenta di redarguire i maleducati.  “L’alternativa”  dice Massimo Baldino, da sempre residente nel Quartiere è far finta di nulla se qualcuno sta per urinarci addosso, o lanciarci una bottiglia, ma non è un bel vivere“.

C’è un locale ARCI, in Via Corridoni, che tempo fa è stato chiuso per 10 giorni a causa dei continui esposti, che è praticamente “incastrato” in un palazzo: “Fanno musica 4, 5 giorni a settimana. Volume assordante, fino a notte fonda. Poi gli avventori escono ubriachi, fanno rumore, espletano i lori bisogni fisiologici anche sulle auto”. 

Anche i commercianti sono disperati, alcuni sono in crisi per motivi di scarso ordine pubblico, soprattutto i bed and breakfast chiudono dopo un paio di stagioni per colpa delle recensioni negative: troppo rumore, non si dorme. Le forze dell’ordine non sono abbastanza presenti: non serve, dicono, che ci sia una volante ferma in Piazza Brin. Ci vogliono agenti a piedi, in giro per il quartiere e ci vuole un sistema di videosorveglianza che funzioni.

E i rapporti con la parrocchia? Il parroco, raccontano, ci ha detto che è un problema di intolleranza nostra, ma intanto mette i fedeli a far la guardia alla cassetta delle offerte perché vanno a rubare in Chiesa.

E la politica? Tasto dolente. “Gli assessori arrivano, fanno un giretto alle 11 del mattino quando in giro ci sono solo le vecchiette che vanno a fare la spesa, promettono e poi non cambia nulla“.

Le sensazioni che prevalgono sono di paura e insicurezza, ma soprattutto di abbandono. Abbandono da parte della politica, che nel corso degli anni ha non gestito i problemi del Quartiere Umbertino: lo spaccio, la prostituzione a ogni angolo, la confusione, il degrado e la sporcizia.

I residenti tirano in ballo anche ARTE, proprietaria di molti appartamenti che, dopo essere rimasti sfitti, rimangono aperti e diventano vere e proprie case d’appuntamenti. In altri casi, invece, vengono introdotte bombole del gas senza il minimo controllo.

Ascoltateci e non lasciateci soli” è il grido d’aiuto di queste persone. Quali risposte sarà in grado di dare la politica?