Scalinata Cernaia e il progetto fantasma

LA SPEZIA- “Tanto rumore per nulla”: potrebbe essere questa la sintesi delle quasi due ore di Commissione sulla Cernaia di questa mattina. In audizione c’erano il Comitato Cernaia, il Tavolo del Verde e i residenti della Scalinata favorevoli al taglio degli alberi. Animi surriscaldati e toni alti per tutta la durata della discussione, ma alla fine ancora non si è visto il nuovo progetto, la variante del 2014.

Ho di meglio da fare che essere presa in giro da voi. Volete tagliare gli alberi? E fatelo, ma fatelo adesso, non aspettate le elezioni” è il duro attacco di Irene Giacché, che ribadisce quanto aveva detto nella precedente Commissione: incompatibilità tra le procedure adottate e il regolamento del verde; problematiche nell’accordo con il Comitato, che esiste e dà battaglia da sette anni; rimpalli, tavoli, riunioni per giungere a un progetto concordato e poi mai messo in atto. E ora, come si lavora? Col progetto originale? “Ci avevate detto che non si potevano fare le tubazioni come le avevamo chieste noi e ora viene fuori che invece si poteva fare” incalza ancora la Giacché, che illustra (a parole e con documentazione fotografica) le magagne dell’Amministrazione. “C’è una scalinata larga 11 metri e un tubo di 15 cm… proprio attaccato all’albero andava messo?”  e ancora “avete lasciato un albero 15 giorni con le radici scoperte, è morto”. E la supervisione di Sani? E conclude: “Ci sono due strade: o cambiate il progetto o tirate giù tutti gli alberi. Ma non tutti assieme, non aumentate il rischio idrogeologico per la Scalinata“.

Sul “piede di guerra” anche Massimo Baldino, che ritorna a chiedere di poter vedere il progetto e cita Sani che, in risposta all’Amministrazione, scrive che “gli interventi sono di entità tale da non permettere la conservazione in sicurezza degli alberi” e che “gli scavi realizzati, per modalità di esecuzione, profondità di realizzazione e vicinanza alle piante presenti stanno determinando […] lesioni e danni radicali tali da non permettere alcuna garanzia sulla loro conservazione” e che, pertanto, lui consiglia “o una radicale modifica o il proseguimento di questa modalità, a prezzo della sostituzione integrale e completa degli alberi… “. 

Interviene anche Marcello Delfino, ex consigliere PD, che si dice “desolato” per quanto sta succedendo, dal momento che lui in prima persona su Cernaia s’era impegnato a lungo e ipotizza: o è arroganza, o incapacità. In ogni caso, non è politica dalla parte dei cittadini.

Parlano anche alcuni residenti della Scalinata, dicendo che non si sentono sicuri con quegli alberi pericolanti e che ci vorrebbero altri alberi, più idonei alla Scalinata. Una signora parla di un albero caduto (ma viene contestata, poiché era solo un ramo) e dice che esiste un verbale dei Vigili del Fuoco che attesta la pericolosità delle piante. I toni si alzano, residenti e Comitato si scambiano accuse e le consuete frasi “non m’interrompa“, “lei non mi fa parlare“; a difesa dei primi intervengono anche alcuni consiglieri. Riportare la calma non è cosa da poco.

Quel che dicono tecnici e Amministrazione è la solita roba già sentita: loro stanno lavorando bene, non è colpa loro se gli alberi si rovinano, la trasparenza…
Rimane, però, un dubbio (sollevato dal consigliere Guerri): “Come si può dormire tranquilli sapendo che ci sono, sulla Scalinata, alberi pericolanti da anni che ancora non sono stati tagliati e che, quindi, sono potenzialmente pericolosi per i residenti?”; ma siamo ormai verso la fine della Commissione, gli ultimi interventi si perdono nel brusio e nel finale si urla e basta.

In mezzo a tutto questo rumore, un’unica certezza: la variante di progetto del 2014 ancora non si è vista.

 

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