Bilancio Spezia: lacrime di coccodrillo.

LA SPEZIA- Come evidenziano le parole dell’Assessore al Bilancio, la giunta che sta lasciando il palazzo e non ha intenzione di ricandidarsi, riconosce di aver fatto molto poco per le fasce deboli e per il sociale. Impegna i successori,  che comunque potranno facilmente modificare le promesse con una semplice, ordinaria, variazione di bilancio, a sostenere la patata bollente.

Ed io pago … si sono dati al mattone pazzo, hanno costruito senza necessità, senza programmazione, come fossimo ancora nel 2000 con il bilancio in deficit, una politica con idee e metodi vecchi … ed ora Noi paghiamo, pagheremo i mutui, i loro interessi e le spese di gestione. Tutto per avere un restyling della città, ma niente di strategico per il nostro futuro o per mantenere l’esistente.
Hanno speso a “babbo morto“: svendute le azioni SALT (che davano un buon reddito), gli immobili che il demanio gli aveva regalato, i risarcimenti ENEL per le aree limitrofe, che ovviamente hanno ricevuto ben pochi benefici. Alienazioni Patrimonio delle Ente: autorizzato per il 2016, 10 mln; per il 2017, 3,7 mln; per il 2018, 667.000 !! non c’è rimasto più niente da vendere. Ora si augurano che chi verrà farà debiti per sanare le scuole, aggiustare gli edifici, rinnovare le strade, aggiustare il sistema idrico ed aiutare le fasce deboli.
Briciole per la sola industria della città, il turismo. L’analisi Opportunità/Minacce (SWOT) fatta dal comune, metteva in luce le potenzialità turistiche del territorio, la necessità di aiutare il lavoro giovanile, consolidare le feste tradizionali, la possibilità di sinergie con i territori limitrofi, l’importanza del mare. A fronte di un aumento dei pernottamenti del 16% nel 2016, le spese di promozione rimangono 140.000, quando la sola tassa di soggiorno prevista è di 610.000. Il progetto della musealizzazione del sommergibile vincola 200.000 euro dal 2016, ma fra poco il Leonardo da Vinci verrà rottamato a Piombino, perchè nessun pagamento è stato fatto. Eppure la cultura è un settore che assorbe risorse per 3.100.000 ( e ne rende 757.900) e ha 32 amministrativi su un totale di 265, più del 10%: ma manca un calendario completo manifestazioni, la sua traduzione in Inglese o un efficiente studio sui flussi giornalieri.
Quest’anno spariranno 2 manifestazioni: la Marineria, che chiude con debiti non pagati del 2016 e lo sbarco dei Pirati, perchè il comune non ha risorse per la sicurezza. Non parliamo del Distretto Turistico, organo di coordinamento con fondi propri, per il quale si sono mossi talmente tardi che neanche avere un concittadino ministro, ha potuto aiutare.
Comunque, anche, dove l’organo esiste da parecchio tempo, come il Comitato Portuale, la giunta ha rinunciato alla sua attività di indirizzo, lasciando mano libera sul Water Front, Diga Beach, gestione crociere e terminal.
Lo smacco più grande sono i Fondi Comunitari, tranne lo strascico dei pagamenti dei progetti 2007-2013 nel 2017, la “nuova” programmazione 2014-2020, si limita a 255.000 nel 2018, per regimentazione acque. Non si vedono altri soldi in arrivo, 2019 ha la casella vuota … dimostra che l’unico agire sia stato sperperare tutto subito, senza investire un minimo nel futuro. Questo nonostante siano state spese grandi energie per organizzare 6 gruppi di lavoro su “Spezia 2020 – la città diventa smart” e l’attivazione di intese con I principali “StakeHolders” cittadini.

Però sono riusciti a ridurre l’indebitamento, o a nasconderlo benino, avete visto la voce Anticipazioni di Tesoreria, è pari a 90.000.000, una voce che si apre ogni anno, poi, per legge, dovrebbe essere chiusa al 31.12, per ripartire l’anno successivo di pari importo. 90.000.000 è vicino al valore di tutte le entrate dell’anno (113 mln) e quasi il doppio dell’indebitamento totale dichiarato, 47 mln. Si può cavillare che non ha valore autorizzatorio. Comunque è contrario all’art. 222 del TUEL, e non rispetta i principi di coerenza, comparabilità e verificabilità del bilancio armonizzato:cioè facilmente comparabile tra tutti glie enti locali, dico questo perchè in molte città il valore delle anticipazioni è 0. Più complesso è parlare dell’extradeficit di circa 13.000.000, per il riaccertamento straordinario dei residui del 2015, da ripianare in 30 anni, che ha dato un bel aiutino a far sparire i crediti non esigibili: è come un mutuo con rata di 480.000 annui, solo che non lo trovate fra le voci dell’indbitamento.

Non parliamo della lotta all’evasione tributaria, la giunta si dimentica la differenza tra l’accertato (o la sua previsione) e quanto veramente recuperato: nel 2016 1.100.000, su 5.700.000, Speziarisorse chiude con un utile di 388.000 nel 2015 e 288.000 nel 2016.

Per concludere con un’amara risata, aprite il DUP 2017 a pagina 370: Investimenti senza esborsi finanziari.

(Giacomo Malagamba, attivista M5S)

Advertisements
Annunci
Annunci