Le ricette della tradizione. Il libro di Andrea Casarini

RIVANAZZANO TERME – Verrà presentato questa sera alle ore 21.00 presso la Biblioteca Civica “P. Migliora” di Rivanazzano Terme ( PV) il libro Ricette della tradizione di Andrea Casarini, nel quale sono raccolte alcune delle tante ricette della cucina tipica popolare dell’Oltrepò Pavese e, della Valle Staffora in particolare, scelte tra quelle più significative e tra quelle che oramai stanno quasi del tutto scomparendo.

Questo lavoro  trae la sua origine da un vecchio quaderno di famiglia ove sono trascritte vecchie “ricette della  nonna” che risentono, data la collocazione geografica della Valle Staffora, delle tradizioni enogastronomiche dell’Emilia Romagna, del Piemonte ed anche, seppur stranamente della Liguria.

Non deve stupire la presenza del merluzzo, in forma di baccalà (ossia salato ed essiccato), in una zona collinare lombarda in quanto la  Valle Staffora si trova  su una delle antiche Vie del Sale che dalla Liguria saliva verso Nord portando questo prezioso elemento nelle zone più lontane dal mare.

Riscoprire  le antiche tradizioni culinarie che nel corso del tempo hanno scandito i diversi periodi dell’anno, rappresenta per la comunità un’ occasione per ricostruire  parte della loro storia, delle loro tradizioni e della così detta “cucina povera” fatta di ingredienti semplici ed al contempo gustosi che rappresentano un percorso enogastronomico alla riscoperta di antiche specialità locali alcune delle quali rappresentative  di specifici giorni dell’anno e/o lavori stagionali della campagna.

Ne è un esempio è il “musino di maiale con le verze”:  antico piatto legato alla tradizione del 1°giorno dell’anno come recita anche il proverbio “e priim dì l’aann pâr cminciaal bèn, ’bšugniiv mangià e müüš âd gugnèn” si credeva auspicasse abbondanza.

Questa credenza popolare fa riferimento al classico movimento del maiale che con il suo muso per terra, sembra accumulare ed accatastare  cose (abbondanza), al contrario della gallina che con il suo razzolare(trà indrè) getta via le cose lasciandosele alle spalle: da tutto questo nasce anche il proverbio e priim dì l’aann… gugnèn pâr mügià, galèna pâr stragià.”

La “cucina povera” ha tradizioni antiche e  rappresenta la cucina del popolo, dei contadini, delle classi meno abbienti ed è espressione di quell’“arte della cucina”  che si mescola con un’altra arte ben conosciuta: “l’arte dell’arrangiarsi”.

Richiede poca spesa e molta fantasia anche in  a considerazione  del fatto che molte ricette rappresentate in questo libro sono legate alla necessità  di  riscoprire e ritrovare uno stile di vita più appropriato nel rapporto con il cibo e ad un  utilizzo più razionale delle materie prime che va a scontrarsi inevitabilmente con il “fenomeno dello spreco” che nella odierna  società globalizzata ha assunto proporzioni economicamente non accettabili e sostenibili.

La curiosità della “nascita” di questo lavoro è data del fatta che il progetto si è sviluppato in concomitanza di un reportage documentaristico  del settembre 2016,  contro la costruzione di un impianto di pirolisi per il recupero e lo smaltimento degli pneumatici fuori uso (PFU) in Valle Staffora,  tenuto e diretto ottimamente dai giornalisti liguri Paola Settimini, Daniele Ceccarini ed Alberto Bonfigli che, nel corso della “tre giorni”hanno potuto constatare di persona quale siano le vere peculiarità del territorio e gustare dell’ospitalità e della cultura enogastronomica di questa piccola valle dell’Oltrepò Pavese.

Alla serata di presentazione di questo “percorso enogastronomico locale” interverranno come relatori oltre Paola Settimini, editrice di LaSpeziaOggi e Informazione Indipendente, il Prof. Teresio Nardi “Fiduciario della Condotta Slow Food Oltrepò Pavese”, la Sig.a Piera Spalla gestore dell’Albergo Ristornate Selvatico e “Cuoca dell’Alleanza Slow Food” e la Sig.a Laura Disperati presidente della Biblioteca Civica Paolo Migliora di Rivanazzano Terme.

Seguirà rinfresco.

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