Sperare non costa, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Un nuovo Presidente per lo Spezia, è la notizia della settimana.

Anche se, come nello stile recente della società, tutto si è svolto senza enfasi e proclami, non c’è dubbio che gli sportivi siano rimasti abbastanza sorpresi da un cambio societario che risponde a logiche pienamente comprensibili solamente alla proprietà.

Stefano Chisoli subentra all’avvocato Corradino che ha meritato apprezzamento e stima tanto da assurgere al ruolo di vicepresidente della Lega di serie B, incarico mai svolto da un dirigente spezzino.

Al vertice della Lega si stanno consumando operazioni di politica calcistica che purtroppo rischiano di portare al vertice un personaggio discusso e discutibile quale l’ineffabile Presidente della Lazio ed azionista della Salernitana Claudio Lotito.

Di Stefano Chisoli sappiamo che è stato da poco nominato anche Presidente del Consiglio di Amministrazione del Rijeka.

Si riprende così una sinergia fra due società sorelle, figlie di uno stesso padre, che non potrà che portare benefici ad entrambe come d’altronde è accaduto in passato.

Ma per venire al calcio giocato, che è quello che ci interessa di più, dobbiamo nuovamente identificarci nel ruolo di pompiere.

Pompiere nei confronti di chi arde nel fuoco dell’illusione ed ha bisogno di acqua fresca per riportare le proprie speranze a dimensioni più realistiche.

Certo si comprende la delusione di chi macina chilometri per seguire la squadra e torna a casa con la bocca amara per non potere festeggiare tre punti che sembravano davvero a portata di mano.

Ancora più amara è poi la medicina se oltretutto si viene beffati da un clamoroso errore arbitrale.

E però non mi sembra del tutto giustificato esternare forme di contestazione nei confronti di una squadra che non ha mai fatto venire meno il proprio impegno e che, se mai, ha denunciato, in qualche circostanza un deficit di personalità, necessaria per tenere un risultato acquisito fino al novantesimo ed oltre.

E se contestiamo per il fatto di non aver vinto fuori casa, forse capiamo da soli che non siamo messi poi tanto male. Le contestazioni eravamo abituati ad organizzarle quando si perdeva in casa, magari a seguito di una serie di risultati negativi.

Sul gol non concesso, pur essendo sacrosanto, bene ha fatto la società a non eccedere in forme di vittimismo anche se sarà opportuno sostenere la necessità di dotare dei necessari sensori proprio i campi che non possono contare sul contributo del giudice di porta.

Ed invece laddove operano i giudici di porta, serie A, ci sono anche i sensori e sugli altri campi non c’è nulla che possa aiutare l’arbitro.

Vediamo di trarre qualche aspetto positivo dalla prova in parte deludente, soprattutto per il risultato, di Brescia.

La difesa ha confermato segnali di ripresa anche se nel finale si è dimostrata un po’ disorientata.

A parte qualche segno di comprensibile stanchezza da parte di Migliore, bene ha fatto Vignali che cresce partita dopo partita per quanto riguarda i tempi di inserimento e la capacità di cross e di palleggio. Perfetto lo smarcamento che lo ha messo davanti a Minelli anche se poi è mancato lo spazio necessario per superare il portiere bresciano.

Maggiori difficoltà il nostro ragazzo le incontra allorché deve difendere contro avversari rapidi, ma l’età è davvero poca ed il tempo di migliorare non gli mancherà.

In crescita anche Errasti e Piccolo che si preparano al meglio della forma per i prossimi decisivi appuntamenti.

Bene anche Fabbrini e Granoche che danno alla manovra sostanza e fantasia.

Ottimo il rientro di Sciaudone festeggiato con una conclusione chirurgica dalla lunga distanza.

Di contro, per la prima volta nella storia recente, dobbiamo denunciare l’incertezza del piccolo grande portiere Leandro che per evitare il corner……..Ma cosa gli possiamo dire ?

Lasciamolo tranquillo e ricordiamoci quello che è stato ribadito dalla società: stagione dedicata al ridimensionamento dello sforzo finanziario e alla valorizzazione dei nostri giovani.

E noi speriamo che ci sia anche qualcosa di più. Sperare non costa.

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