Torna in auge il progetto del molo crociere proposto da Forcieri e Federici, muto.

LA SPEZIA- Ho atteso per alcuni giorni la reazione del sindaco Federici riguardo alla proposta di confermare la realizzazione del nuovo molo crociere su Calata Paita avanzata da parte della nuova presidente dell’ADSP della Spezia e Marina di Carrara Carla Roncallo.

Ricordavo infatti la sorprendente quanto feroce opposizione di Federici alla realizzazione del molo crociere e gli strali lanciati nei confronti del presidente Forcieri quando era lui ad avanzare questa proposta, peraltro a suo tempo condivisa nel corso di numerosi passaggi con il Comune stesso.
Anche nella giornata di venerdì 17 marzo la Presidente Roncallo non ha mancato di rimarcare l’importanza e la bontà del progetto del “nuovo molo crociere”, che sicuramente è un buon progetto funzionale alle esigenze del porto e, soprattutto, della città.
Contro la sua realizzazione ricordo distintamente una vera e propria guerra senza quartiere che coinvolse la Giunta e persino gli organismi del PD! Ora invece, curiosamente, il sindaco tace. E’ quindi miracolosamente tornato d’accordo sul progetto come lo era fino a poco tempo prima di iniziare la sua guerra politica contro Forcieri?
Ma allora è legittimo pensare che la suddetta guerra non fosse contro il progetto del molo, bensì una guerra contro la persona di Lorenzo Forcieri, magari mossa anche dall’invidia per le tante opere da lui realizzate; una guerra che peraltro è poi proseguita con altri mezzi. Parafrasando Von Klausewitz, si potrebbe affermare che in questo caso “la politica non è che la continuazione della guerra con altri mezzi” e, come giustamente diceva sempre il grande stratega: “non è mai un atto isolato”.
Penso che il dialogo costruttivo fra enti/istituzioni sia necessario al buon funzionamento dello Stato e che debba essere sempre improntato ad una leale collaborazione; è legittimo anche partire da punti di vista differenti (non è evidentemente questo il caso) per poi giungere a soluzioni di sintesi condivise, quello che però è inaccettabile è che si sacrifichi l’interesse collettivo per portare avanti battaglie strumentali e dal carattere puramente personalistico, perché poi alla fine a rimetterci sono la città e le sue possibilità di sviluppo.
Alessandro Biggi
Giornalista pubblicista