La poesia di Fregoso all’Accademia “Capellini”

LA SPEZIA- Non ci sono parole, se non quelle già espresse in analoghe circostanze, per sottolineare la bravura di Renzo Fregoso, poeta novantacinquenne che continua ad incantare con le sue piacevoli narrazioni, nelle quali il dialetto ha uno spazio significativo. Bravura significa creatività, originalità, imprevedibilità, inventiva ed altro ancora, qualità che sono emerse nel monologo “Fantità”, ultima “pièce” proposta da Fregoso all’Accademia Lunigianese di Scienze “G.Capellini” per la festa di San Giuseppe, dinanzi ad una sala traboccante, segno concreto del grande affetto che la città rivolge da decenni allo straordinario poeta.

Giuseppe Benelli, presidente della “Capellini”, ha introdotto l’evento culturale rilevando la speciale identità di Fregoso, interprete di sentimenti mai appannati e di una liricità che si coniuga con una arguzia che non conosce cedimenti. “La tua poesia è poesia”, così il sindaco Federici si è rivolto al poeta, ringraziandolo per il dono che egli fa agli spezzini con la sua testimonianza piena di amore.

Dopo aver ricordato l’amico Sergio Del Santo, da non molto scomparso, salutandolo come persona dolce e valente, amico del dialetto spezzino e prodigo nel farci amare la nostra città, Fregoso si è immerso in quella che ha definito “stagione della santità”, percorrendo a suo modo, tra inattese e gradevoli acrobazie verbali, veri e propri momenti di vita vissuta, a partire degli anni Trenta. È un compito arduo riportare il contenuto della sua performance quasi del tutto autobiografica, nella quale ha parlato di sé, non sottacendo con inarrivabile ironia anche le vicende legate alla recente malattia, da cui ha tratto linfa la sua carica di irrefrenabile astuzia. Il pubblico ha sorriso più volte, ma si è anche commosso nel condividere in ogni sua parte il racconto di Fregoso rivolto al presente e al passato. In conclusione, ha ragione Benelli, Fregoso ha tenuto una lezione che merita di essere divulgata soprattutto tra le giovani generazioni.

Valerio P.Cremolini