Acam-Iren, il Consiglio Comunale dice sì.

LA SPEZIA- “Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”

Questo era John Belushi nel leggendario film “The Blues Brothers”: lunedì sera, in Consiglio Comunale, ne è andata in onda una versione tutta spezzina, a opera della maggioranza. In discussione c’era la delibera sull’aggregazione Acam-Iren, fortemente contestata dai Comitati, dai partiti di opposizione e da numerosi cittadini accorsi ieri a Palazzo Civico. Per giustificare questa scelta, la maggioranza ha tirato in ballo l’ormai celeberrimo debito di Acam (180 milioni Acam Acque), che, secondo loro, sarebbe risolto con l’aggregazione a Iren. Iren è una multiutility quotata in borsa… una società per azioni, insomma, da cui qualcuno (i soci) dovrà trarre un profitto. In barba al referendum del 2011, quindi, si (s)vende l’acqua a un privato.

Alla base di questa operazione c’è, si diceva, il debito di Acam. E chi ha fatto questo debito? Non si sa, perché secondo il consigliere Enrico Conti, a lungo nel c.d.a. di Acam, “andava tutto bene“… insomma (si perdoni il giochino di parole) per Conti i conti erano a posto. Ma intanto il debito cresceva, cresceva, cresceva… ma di chi è la colpa? “Tutti i partiti hanno mangiato una fetta della torta di Acam“, “Sì, noi c’eravamo, ma Rifondazione aveva la sua gente dentro…“, “Eh, noi abbiamo provato a risolvere i problemi, ma l’opposizione dice sempre no” e poi, come se non bastasse, “si lamenta per la spazzatura“.

Quello di lunedì è stato un consiglio comunale lunghissimo (oltre due ore e mezza di discorsi), in cui non s’è capito come e perché si sia formato il debito di Acam, ma si è capito che l’opposizione si oppone e non va bene. Si è capito che “quell’uomo” (Federici) ha fatto praticamente miracoli, che è stata colpa delle Amministrazioni precedenti (sempre “targate” PD o quello che era prima…) e che, addirittura, i problemi sono iniziati negli anni ’70, come rilevato dal consigliere Scardigli, che già all’epoca era in Consiglio Comunale. Poi per fortuna è arrivato Federici… 

Dopo battibecchi, scambi di accuse, provocazioni e molti consiglieri alle prese, come al solito, con telefonini e altre amenità più interessati della discussione, arriva il momento del voto e ovviamente l’esito è scontato. Nei giorni scorsi si era sussurrato di uno sgambetto da parte del Partito dei Comunisti Italiani e il Sindaco si era molto arrabbiato; Sommovigo si lancia in un “mi prendo le mie responsabilità”, ma sostanzialmente si allinea alla maggioranza  (vota no alla delibera, ma anche all’iniziale pregiudiziale, basata sulle date, proposta da Giulio Guerri) e attacca il MoVimento 5 Stelle perché a Torino il Comune è socio di Iren. Quest’uscita scatena una vivace protesta tra i banchi dei 5 Stelle.

Il Consiglio dà l’ok anche all’immediata eseguibilità della delibera perché, come ha detto l’Assessore Tartarini, non possiamo aspettare“.

Alla fine l’opposizione batte sarcasticamente le mani alla maggioranza e c’è ancora tempo per qualche scambio di battute al vetriolo con il pubblico che esce protestando. Cosa ci riserverà il futuro con Iren, non è dato saperlo. Pare che anche la società emiliana navighi in un mare di debiti, ma il consigliere Luca Liguori ha detto che  Iren “ha dato grossi segni di stabilità” e, siccome lo stesso Liguori, attaccando il pentastellato Fabio Vistori ha detto che “non bisogna dire il falso davanti ai cittadini”…  se 2+2 fa 4 va tutto bene.

Advertisements
Annunci
Annunci