Comitato Cernaia: “il Comune sta tagliando le radici”. Appello al Consiglio: “Salvate i nostri alberi!”

LA SPEZIA – “Dopo aver sottoscritto precisi accordi con il Comitato per la salvaguardia della Scalinata Cernaia, il Comune ora dichiara che gli alberi sono “ammalorati” e andranno tagliati.

Così gli impegni presi da Federici, Mori e Ruggia, e gruppo Pd, vengono disattesi: nell’accordo firmato c’era l’impegno a non usare cemento; a non danneggiare le radici degli alberi. E c’era il vincolo a non scavare vicino agli alberi per la posa dei tubi, che potevano esser messi ai lati e non al centro della scalinata, luogo in cui si concentrano le radici. Invece dalla scalinata è stata asportata un’enorme quantità di terra, scavando in profondità; un primo albero è stato lasciato con le radici scoperte per settimane e ad un altro sono state tranciate le radici per far passare un nuovo tubo dell’acqua in un punto differente da quello previsto nel progetto preliminare.

Ma possibile che su 11 mt di larghezza, si debba far passare un tubo da 15 cm proprio accanto al tronco dell’unico albero presente in quel tratto, tranciandone le radici?

Ora gli scavi sono avanzati e minacciano un terzo albero, centenario e bellissimo, che vanta una circonferenza di ben 2,5 mt, e che 2 anni fa è stato puntellato proprio per tutelarlo.

Nell’ultimo incontro con assessori, consiglieri e tecnici del Comune, infine, ci è stata presentata una relazione sullo stato di salute degli alberi, sostenendo che fossero “a fine vita”. Dietro nostra insistenza, abbiamo ottenuto copia della medesima relazione e scoperto, con grande sconcerto, che nulla di quanto è stato detto corrisponde al vero: le schede tecniche, con i relativi valori di stabilità e salute, sono pressoché identiche a quelle di 2 anni fa. Perché dunque organizzare questa sceneggiata?

Sulla prima parte della Scalinata alta, interessata dai lavori, è stata stesa una gran quantità di cemento e posata persino una guaina bituminosa, elementi che ostacoleranno il drenaggio e, se gli alberi verranno tagliati, aumenteranno il rischio idrogeologico e di sprofondamenti per la scalinata, le strade e le case vicine.

Ci chiediamo: è questa l’idea di partecipazione che hanno Federici & Co.? I cittadini sono solo dei poveri fessi da prendere in giro? Quanto vale la parola (e la firma) di questi “gentiluomini” dell’Amministrazione?

Per colpa dell’ostinazione nel voler a tutti i costi procedere posando i tubi e scavando con modalità non idonee, il Comune finirà con l’abbattere queste bellissime piante, ammirate anche dai turisti, e perderemo un patrimonio arboreo stimato in ca 150 mila euro a pianta, bene comune e testimonianza della Città storica!

Noi del Comitato Difesa Cernaia respingiamo con sdegno questa ”soluzione finale”!

Dopo 6 anni di battaglie, abbandoniamo il “tavolo Cernaia” col Comune, al quale pure abbiamo provato a fornire contributi e soluzioni tecniche, e chiediamo con forza che si cambi il progetto nella direzione da noi auspicata fin dall’inizio, togliendo gli scavi per le tubazioni dal centro della scalinata per riportarli ai lati dove, com’è ormai appurato, non si incontrano le radici.

Siamo ancora in tempo per salvare la Scalinata! Solo cambiando il progetto eviteremo che venga irrimediabilmente sfigurata e che si creino problemi idrogeologici in questa zona!

Se qualcuno, in questo Comune o nel Consiglio tutto, che si era impegnato a salvare gli alberi, ha ancora a cuore il verde pubblico e la nostra bellissima scalinata, agisca ora o taccia per sempre!”

 

Per il Comitato Difesa Cernaia:

Paolo Bracco, Irene Giacché, Mauro Maraschin, Paola Polito, Roberto Venturini