M5S Liguria: “Né coi migranti, né con gli italiani in difficoltà. Così il centrodestra cattolico abbandona gli ultimi”

GENOVA- Né con gli italiani in difficoltà, né coi migranti. Quando si tratta di sostentamento e accoglienza, il centrodestra ha le idee chiare: una porta sbattuta in faccia a chi non arriva a fine mese, a chi fugge da una guerra o scappa dalla povertà, a chi ha perso il lavoro e fatica a reinserirsi e a tutte le vittime di una crisi economica e globale senza precedenti.

Dopo che nei giorni scorsi Toti ha imposto ai sindaci liguri del suo schieramento di non aderire al progetto accoglienza migranti proposto da Anci, ieri la maggioranza ha bocciato in Consiglio regionale la Proposta di legge del MoVimento 5 Stelle per la sperimentazione del Reddito di cittadinanza. Uno schiaffo a 80mila liguri che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa e la conferma della totale indifferenza della sua Giunta nei confronti di qualunque tentativo di porre argine alla miseria dilagante, a prescindere da razza, etnia, cultura.

Ci lascia basiti e sgomenti l’ipocrisia di quei sindaci e amministratori locali che la domenica vanno a messa, ma sbarrano le porte quando si tratta di accogliere i profughi nei propri territori. Non si tratta di buonismo: la situazione migratoria è ormai fuori controllo e il M5S ha chiesto, con una mozione approvata in Parlamento, la revisione del regolamento di Dublino III che carica su paesi di primo approdo tutti gli oneri e le responsabilità di un fenomeno a tutti gli effetti europeo. Ma, in attesa di soluzioni concrete, ogni comune è chiamato a fare la propria parte, affinché in pochi non paghino per tutti. Esattamente quello che sta avvenendo su scala continentale, con l’Italia costretta a farsi carico del problema immigrazione, nel silenzio ipocrita di quasi tutti i paesi membri.

Il vescovo di Chiavari Tanasini lo ha ricordato in poche e illuminanti parole: “Inutile andare a messa e poi non accogliere”. Inutile farsi fotografare in prima linea ad ogni processione o festa patronale o baciare l’anello di cardinali e vescovi ad ogni occasione pubblica, se poi nell’azione politica non c’è traccia alcuna di pietà cristiana. Papa Francesco in questi giorni ha esortato tutti a “mettersi nelle scarpe di migranti e senza tetto”. Se ne ricordino i professionisti della politica e della liturgia quando, il prossimo 27 maggio, arriveranno a Genova in massa ad omaggiare Bergoglio.

Fabio Tosi, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

Advertisements
Advertisements
Advertisements