Porto commerciale, Quartieri del Levante: “Alcuni sindacati predicano bene e razzolano male…”

LA SPEZIA– Meglio tardi che mai! Qualche sigla sindacale ci ricorda che lo sviluppo non può prescindere dalla difesa ambientale, della qualità della vita e della salute dei cittadini, lavoratori e non.
Sembra quasi che costoro, che sono i rappresentanti dei lavoratori, si dimentichino troppo spesso che lo sviluppo del porto commerciale è legato alla legge del P.R.P. che considera una priorità assoluta, per la nostra comunità, le mitigazioni dell’inquinamento sia acustico che ambientale e marino nella Rada di La Spezia.
Questa è prevenzione coniugata alla legalità in un paese civile e non si può e non si deve mistificare la responsabilità per la mancata attuazione del P.R.P in modo generico; ci pare invece giusto rilevare che sono stati i rappresentanti istituzionali la causa dei ritardi del passato ed i responsabili dei presunti ritardi della situazione attuale sui dragaggi e sulle fasi attuative del P.R.P.
Troppo comodo pensare solo ai propri ruoli di associazione in una società che cambia velocemente e dove la difesa dell’ambiente, della vita e del lavoro sono elementi inseparabili.
Il porto commerciale ha una grande rilevanza nella difesa dell’occupazione e va difeso come entità sostenibile nel sistema città di mare ,ma non si può fare come fanno coloro che hanno interessi in proposito che continuano a voler sovradimensionare le banchine per creare una competizione accanita con i porti nazionali dell’alto Tirreno e oltre, cosa che ci porterebbe a creare danni incalcolabili per il nostro Golfo.

Meglio sarebbe che si spingesse per un’organizzazione logistica che velocizzi l’entrata e l’uscita delle merci separando il traffico portuale da quello urbano migliorando la convivenza della città col Porto. In questo contesto, ci pare di poter dire che dovrebbe essere completata alla svelta l’apertura della pontremolese che potrebbe essere una delle priorità logistiche nel sistema infrastrutturale italiano.
Ci pare giusto ricordare che dal 2008 al 2015 lo scalo portuale pare non solo appiattito, ma decresciuto sulla stessa movimentazione contraddicendo i Pinocchi che parlavano di un Porto da record.
Noi vorremmo si facesse di più per non mettere il lavoro contro la salute e la qualità della vita e che si cercasse di rendere migliore l’organizzazione del porto per difendere il lavoro in modo sostenibile senza danno alcuno per il porto e la città.

Franco Arbasetti e Rita Casagrande
Quartieri del Levante

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