PD spaccato, di Mario Bonelli

Il PD, in tutta la sua maestosità di un passato recente, dimostra ora la sua pochezza cerebrale e morale. I beni comuni non sono più offerti dalla sinistra,  ma vengono offerti dalla destra (tipico esempio, in casa nostra, il caso Acam/Iren). Renzi, con i suoi buoni propositi di “predicatore” della nostra crescita, del lavoro dei giovani (lavoro che non c’è), ha clamorosamente fallito, non riuscendo a dare speranza ai giovani, ai vecchi, agli emarginati, alle classi medie povere, agli operai senza più diritti, alle famiglie che non riescono a vedere un futuro per i loro figli.

Ora il PD si è spaccato, ma la minestra riscaldata è la stessa e il frazionamento non risolverà gli innumerevoli problemi dell’Italia. In tema di Europa è ormai chiaro a tutti che la cura dell’austerità, imposta dalla Merkel, (che perderà le elezioni), ha un effetto mortale sulle economie dei paesi. Come del resto è deprimente essere sempre alla gogna: per il nostro debito pubblico, per il patto di stabilità, per lo spauracchio delle sanzioni che vengono inflitte dall’Europa  se non facciamo i compiti a casa. Ma la nostra Sovranità? In tutto questo quadro d’autore, un senso di angoscia e di paura esiste; si fa largo la minaccia delle destre estreme, dalla le Pen in Francia, mentre, in Olanda, trovano rappresentazione riti del nazismo, come saluti nazifascisti stanno andando di moda anche da noi.

Penso che se vogliamo stare in Europa,il minimo da fare è quello di imporre la trasformazione del trattato di Maastrich e di eliminare il Fiscal compact e il cosiddetto 3%. Questa è la sola battaglia che ci possiamo permettere.

Mario Bonelli M5S

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