Monterosso, la Pro Loco: “Non siamo preparati ad accogliere i migranti”

MONTEROSSO- A leggere l’articolo di giovedì del “Secolo XIX” sono stati in parecchi a sollevare il problema: “Sarebbe una bomba ad orologeria, difficile da disinnescare.” dicono i più “forse i migranti sarebbe meglio accoglierli in strutture idonee come quelle dalla Caritas a La Spezia, qui a Monterosso dove potremmo alloggiarli?”.

Siamo quasi all’inizio della stagione e chi parla di nessun problema ad accogliere questi ragazzi forse non si rende del tutto conto di che genere di organizzazione ci voglia e per questo ci sentiamo di appoggiare in toto le dichiarazioni del Sindaco Emanuele Moggia” afferma Enrico Magnani, Vice presidente della Pro Loco del paese rivierasco.

“Il Comune di Monterosso dispone attualmente di soli due Vigili Urbani e, a causa dei blocchi assunzionali, i Comuni hanno le mani legate con le nuove assunzioni. Sarebbe davvero difficile gestire anche l’accoglienza di migranti, che per carità non sono delinquenti, ma sarebbe solo un ennesimo problema in più da affrontare. Si è parlato di portare queste persone a lavorare in tenute agricole locali, come potrebbe la Comunità di Monterosso accoglierli, vestirli e dargli vitto e alloggio, impensabile da gestire. Non siamo razzisti e neppure contro l’integrazione, dobbiamo essere però concreti. Il nostro territorio” prosegue Magnani “è da anni a misura di turismo e commercio, chi potrebbe seguire il percorso di integrazione di questi sfortunati?”.

Conclude Sefano Nicora, Presidente della Pro Loco: “La Pro Loco ha provato a discuterne con i propri associati, ed e emersa una chiara distinta opposizione a questo progetto presentato per ora solo sui media locali, e c’è già chi giura di fare barricate come accadde a Biassa un paio di anni fa. Purtroppo le recenti affermazioni politiche apparse sui media locali portano i lettori a leggere una non veritiera immagine delle Cinque Terre. Affermare che tutti qui siano contenti di ospitare migranti è ben distante dal reale bisogno di quelli che vorrebbero ospitarli per impiegare manodopera in agricoltura. Non siamo culturalmente preparati, e mancano le più elementari forme di assistenza che si potrebbero dare a queste persone che arrivano da un mondo distante, e che hanno bisogno di una corretta informazione e gestione della propria forza fisica. Accoglierli per puro spirito pratico, leggasi manodopera a basso costo, gli toglierebbe la giusta dignità umana”.

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