Enrico Pandolfo replica a Massimo Nardini (PD) sul tema Palmaria

Porto Venere – Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Enrico Pandolfo.

La replica del 6-2-2017 su  laspeziaoggi  che l’ex sindaco Nardini indirizza direttamente a Toti presidente di regione sul  tema Palmaria,  è sintomatica di una  mistificazione che si applica a fatti reali,da parte di una cattiva politica.

Dal luglio 2009,a pochi mesi dall’insediamento di Nardini nel comune di PortoVenere alcuni comitati sorsero,altri si affiancarono  per contrastare il progetto che poi il Comune quale committente,realizzò. Significativo che l’allora sindaco giungesse denunciare per calunnia alcune delle persone che lo criticarono. Persino un primo tentativo di archiviazione da parte del magistrato fu, a spese dei cittadini,  inutilmente contrastato dal Comune. Il comitato di difesa dell’isola Palmaria che si esprimeva attraverso isolapalmaria.blogspot.com sin dal 13 luglio 2009 pubblicò documenti mai smentiti. E’ grottesco che proprio ora, chi eseguì opere di urbanizzazione, realizzando lunghi tratti di strade carrabili, interrato allacci idrici elettrici e del gas, verso località come Carlo Alberto, notoriamente frequentate fuori stagione solo dalle caprette, paventi solo ora i pericoli di cui  ha posto i presupposti per realizzare successive cementificazioni. L’attuale amministrazione oggi sotto accusa per molte vicende, nella realtà dei  fatti dal 2013 ad oggi non ha svolto alcuna attività in antitesi col fatto che “Palmaria deve restare esattamente quella che è con la sua natura selvaggia ed incontaminata”Nardini dixit gennaio 2017. Miracoli della permanenza sui banchi della opposizione. Nella realtà quando nel 2012 fu dichiarata la fine dei lavori ad evitare che il collaudo finale mostrasse le incongruenze col progetto Kippar depositato(davvero più rispettoso della “natura selvaggia”) gli uffici comunali,divisero la spesa sostenuta in due tronconi inferiori ai due milioni. Infatti la legge prevede che i lavori pubblici di importo superiore debbano essere soggetti a verifica (collaudo)per constatare che quanto progettato  sia congruo con quanto realizzato. Con questo artificio creativo si evitò il collaudo ed il non rispetto della “natura selvaggia”. In una lunga campagna elettorale iniziata a Porto Venere in largo anticipo per affiancare quella più prossima a La Spezia, sarebbe opportuno rispettare i fatti e non far conto sulla memoria breve dei concittadini, oberati dalle difficoltà quotidiane e mai tenuti informati dei fatti. Realtà che riguardano la gestione delle loro sudatissime tasse, da parte di chi,ora dal banco dell’opposizione,attribuisce ad altri intenzioni che lui stesso,in realtà ha già, pericolosamente attuato.
Per disporre direttamente della  documentazione di quanto trattato isolapalmaria.blogspot.com 
 
Enrico Pandolfo
 
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