La prossima è sempre la più difficile, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – “… Insomma non tanti tiri in porta da parte dei locali ma tanta, ma tanta intensità in mezzo al campo e tanta, ma tanta corsa, concentrazione e spirito di sacrificio oltre ad una buona organizzazione di gioco”.

Con queste parole Terninrete, un sito internet che segue, fra l’altro, le vicende sportive della Ternana, commentava la prova dello Spezia per sottolineare il pieno merito con il quale le aquile si sono aggiudicate la gara di sabato pomeriggio.

Difficile per noi andare a cercare il pelo nell’uovo per trovare qualcosa che non sia andato per il verso giusto in un pomeriggio oscurato dal clima invernale ma reso brillante da tanta voglia di vittoria, in campo e fuori.

In occasioni come quella che commentiamo, per il gusto di essere critico ad ogni costo, rischierei di meritarmi lo sfottò dei miei compagni di banco allo stadio che di solito apostrofano i supercritici, quelli a cui non va mai bene niente, con battute del tipo: “Eh zà voi a se abituà a vede er Real o ‘l Barcelona, andè al Bernabeu…..”

Noi invece stiamo ben saldi, legati agli scomodissimi seggiolini dei distinti, responsabili di un insistente dolore al coccige che ti ricorda di essere stato alla partita anche quando avresti voglia di pensare ad altro.

La prestazione di sabato è stata comunque convincente anche al di là del risultato, ha bissato il successo col Latina, confermando non solo il buon momento tecnico e atletico che attraversa la squadra ma anche motivando la speranza per quel che di buono e forse di meglio si potrà vedere in seguito.

“Spezia vince ma non convince “ titolavano nei tempi del calcio romantico le testate che tappezzavano le edicole, quando lo spettatore pretendeva di vedere la propria squadra giocare bene e quasi si vergognava di un risultato positivo ma immeritato.

Il calcio è sempre più spettacolo e affari e la mentalità è cambiata di molto, il risultato ha assunto un’importanza assoluta, e allora possiamo ben dire che, oggi, lo Spezia sta vincendo e sta convincendo, per il presente e per il futuro prossimo.

Il tecnico, che appare, anche suo malgrado, il vero protagonista in questo contesto, si è addirittura sbilanciato, contrariamente alle sue abitudini, affermando che la condizione fisica della squadra sarà al punto giusto solo fra un paio di settimane.

Bene, teniamo i piedi per terra, non perdiamo mai l’equilibrio, fuori come in campo, concentriamoci sulla prossima difficile trasferta di Vercelli con lo spirito di chi pensa, come il mister, che la partita più difficile sia comunque la prossima, poi si vedrà.

Limitiamoci a sottolineare la bella prestazione di Ceccaroni che, chiamato al compito non facile di sostituire il capitano, che quest’anno fra l’altro si mostra particolarmente in condizione, non solo si è fatto trovare pronto, ma insieme coi compagni di reparto, coperti da un filtro di centrocampo da leccarsi i baffi, non ha fatto vedere palla al temutissimo Avenatti che con Falletti e Pettinari faceva temere un pomeriggio di sofferenza.

Macché. Non pervenuti, come si dice oggi: solo una distrazione nei minuti di recupero ha lasciato un colpo di testa ad Acquafresca per far fare una bella figura anche a Chichizola che durante tutta la partita aveva potuto giocare solo di piede, cosa che peraltro sa fare benissimo.

Dal più giovane al meno giovane. Sta crescendo El Diablo che ritrova partita dopo partita la sua forma atletica, vantando un fisico davvero imponente ed ancora sufficientemente agile.

Ottimo lo spirito che si respira in squadra.

Come dice l’articolista di Terninrete, si è visto anche tanto sacrificio, tanta voglia di aiutarsi, tanta disponibilità, fino al gesto di Granoche che ha lasciato battere il rigore a Piccolo, da troppo tempo assente dalla lista dei marcatori.

Piccolo e Fabbrini, due giocatori tecnici e generosi, capaci di saltare l’avversario e di aiutare la squadra nella fase di recupero palla, con la calamita negli scarpini che attraggono la sfera dai compagni e la intercettano per interrompere le ripartenze avversarie.

Comunque, a proposito del rigore lasciato dal Diablo, la prossima volta sia più egoista e lo tiri lui. Forse è meglio.

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