Il Pd deve ricostruire il dialogo con la sinistra e i cittadini, di Marcello Delfino)

LA SPEZIA –   Il Partito Democratico convochi rapidamente al tavolo con le altre forze politiche della sinistra, laddove possibile, anche quei comitati e movimenti che non siano interessati ai velleitarismi protestatari di liste civiche e grillismi.
E a quel tavolo si presenti a mani nude, senza pretese, presunzioni o ingiustificate rivendicazioni di dirigismo o di primogenitura, riconoscendo, al contrario, par dignità a tutti i partecipanti.
Se le forze a sinistra del PD hanno infatti bisogno dei suoi numeri, il PD ha bisogno di una credibile unità con esse per riaccreditarsi una identità che, per motivi nazionali e locali, si è andata sempre più offuscando.
Non si tratta di mettersi insieme per non fare vincere la destra; si tratta, se mai, di stringere una solida alleanza per fare qualcosa di sinistra in questa città che attende risposte decisive per il suo futuro.
Pochi ma sostanziali punti su cui fondare un programma avanzato e riformatore, che soprattutto sui metodi segni una sostanziale discontinuità con una amministrazione che, al di la delle diverse questioni, è stata bocciata prima di tutto sui temi della partecipazione e della condivisione.
I temi ambientali oggi tornati all’attenzione dei cittadini, l’utilizzo delle aree Enel, la capacità di decidere sul water front, il rilancio di una politica del turismo da armonizzare con gli interessi portuali, la corretta applicazione del PRP secondo i tempi e le cronologie corrette, una sanità alla portata di tutti.
Questi temi hanno bisogno di risposte non neutrali, ma che diano il segno di una politica che sappia avere la dignità di essere cabina di regia per lo sviluppo della città, senza piegarsi ad interessi particolari che ne impediscono una visione complessiva, ragionata e ragionevole.
Alcuni temi possono già essere affrontati, già da oggi, come per esempio il varo della revisione del Puc che rappresenta davvero una svolta in senso progressista e riformista della politica urbanistica di questa città, la cui approvazione in Consiglio Comunale subisce rallentamenti incomprensibili (si fa per dire).
Spazzata ogni suggestione di vocazione maggioritaria dal risultato del 4 dicembre con il quale i cittadini hanno difeso la Costituzione dai maneggi dell’uomo solo al comando, anche il problema dell’individuazione della figura del sindaco va affrontato azzerando candidature ed autocandidature ed affidando a quel tavolo, dove ognuno vale uno, lo sforzo di individuare percorsi e persone.
Facciano un sacrificio tutti coloro che non possono uscire di casa senza essere sommersi da un popolo che chiede loro di candidarsi, facciano un passo indietro tutti coloro che cercano investiture più o meno autorevoli.
Solo così potremo forse ricostruire una identità a sinistra che possa riconquistare l’apprezzamento e la stima da parte di quella parte di popolo che da essa attenderebbe naturale rappresentanza.
Per l’oggi e per il domani.

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