A volte perdere fa bene, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Una volta si diceva che le sconfitte patite durante le sessioni di mercato non dovevano essere considerate per forza negativamente, anzi.
Non essendo davvero connaturato al carattere degli spezzini vedere il bicchiere mezzo pieno c’è da credere che qualcosa di vero ci possa essere dietro questa teoria.
Il senso del ragionamento è quello per cui se vinci durante le campagne acquisti la società ha l’alibi per non spendere potendo ben dire che la squadra non ha bisogno di essere rinforzata.
Una sconfitta, invece, dovrebbe indurre ad esaminare seriamente la necessità di correre ai ripari per effettuare quegli inserimenti di qualità che mettano al riparo da possibili inaspettati rovesci nel prosieguo di una stagione che esige la tranquillità necessaria per confermare la categoria e preparare futuri magari più ambiziosi.
La sconfitta è arrivata, temuta ma non scontata, risultato di un incontro difficile da seguire mantenendo lucidità e voglia di calcio, con due squadre improbabili che sono riuscite ad appassionare solo il commentatore di Sky, per ovvi motivi professionali.
Non si ricordano interventi dei portieri, a dimostrazione delle capacità finalizzatrici delle due formazioni.
Il gol di Coda è rimasto inspiegabile fino a che le cronache non ci hanno rivelato un antefatto davvero inquietante che ha riguardato i nostri ragazzi.
Antefatto che ha spiegato anche l’improvvisa assenza dal campo di De Col che pure non faceva parte, prima della partita, dell’affollata infermeria.
Abbiamo così scoperto che, per cause ancora da decifrare, parte della squadra è stata colpita la notte prima dell’esame da un diffuso disturbo intestinale che ha disidratato i muscoli costringendoli oltretutto ad un tour de force notturno per coprire più e più volte la distanza dal letto al bagno.
E se De Col ha dato forfait, gli altri hanno fatto quello che han potuto e, nell’occasione del gol, sembra siano stati distratti da un ritorno di strizzoni intestinali che ne ha impedito sia l’attenzione che la corsa. Chi soffre di colite capisce.
E mentre i nostri si piegavano in due, Coda se l’è filata verso la porta del povero Chichizola, anch’egli peraltro sofferente e a disagio.
Facile dire, poi, che i nostri giocatori nell’occasione hanno fato una…..cagata !
E comunque la sconfitta è arrivata e con lei anche i primi rinforzi, quasi a dare ragione alla tesi sulla bontà della sconfitta in tempi di calciomercato.
Fabbrini e Dokovic tornano in Italia via mare visto che ripartono dal nostro porto.
Se Dokovic, senza “j” ahimé gioca a calcio non a tennis, sembra un rinforzo di affidamento anche se non di grande qualità, su Fabbrini giochiamo una scommessa, quella di un giocatore di talento che però fino ad oggi non è stato capace di metterlo a frutto.
Siamo perplessi sull’opportunità di giocarci una scommessa in questa situazione per la quale forse si aveva bisogno, se mai, di qualche certezza in più.
La logica pare sia, anche in questa circostanza, quella di spendere il meno possibile, anzi di non spendere proprio e di non investire quindi risparmi ed eventuali ricavi nella squadra ma di utilizzarli per la gestione.
Ci siamo liberati, per l’ennesima volta, dello stipendio di Catellani che abbiamo nuovamente regalato, questa volta all’Entella.
Leggiamo che, nonostante tutto, il livello ingaggi non si è poi così ridimesionato, anzi qualcuno scrive che Baez guadagna quanto guadagnavano insieme Misic, Milos e Canadjija.
Siamo preoccupati anche perché percepiamo un’inversione di tendenza che rischia di fare apparire lo Spezia come una squadra non più ambiziosa e quindi sempre meno oggetto del desiderio dei migliori pezzi della serie B, e non solo, come lo è stata fino ad oggi.
Ci sembra di vivere un depauperamento di un prestigio guadagnato in questi anni a fronte del quale non pare più sufficiente essere puntuali e corretti nel trattamento dei giocatori.
Gli sportivi qualche ambizione l’hanno meritata anche accettando quest’anno di confermarsi nella categoria prendendo atto che tanta serie B per tanti anni consecutivi non si era mai vista dalle nostre parti. Però uno sforzo in più aiuterebbe tutti a essere più ottimisti. Siamo ancora in tempo.

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