Giornata della Memoria, Rita Casagrande (Quartieri del Levante) scrive al Sindaco

LA SPEZIA- Molti tra i miei amici, certo più vicini di me alle sue idee politiche e non nella sua lista nera, hanno ricevuto l’invito alla “Giornata della Memoria” indetta il giorno 27 gennaio 2017. Si è capito, avevate una giornata da riempire e dovevate dimostrare di essere vicini a tutti coloro che hanno subito la shoah ovvero l’olocausto e ben lieti siamo tutti di questo vostro impegno e ci auguriamo che la manifestazione riesca bene, non certo per voi, ma per la città che ha così poco di decoroso ormai che tutto ciò che può servire a risollevarci nella stima della gente, cittadini o non, è ben accetto.
Ma, come Lei ben sa, questo è il momento di ricordare a Lei e a tutti coloro che avranno modo di leggere queste mie righe, un altro fatto importante, inerente alla shoah, che pare tutti voi vogliate a forza dimenticare.
La maggior solidarietà che la città diede a coloro che riuscirono a scampare dai campi di sterminio fu la possibilità, sia pure con molte difficoltà, di insediarsi sul Molo Pagliari, già Pirelli, in attesa che fossero pronte le due navi “FEDE” e “FENICE” che dovevano portarli in Israele.
Fu qui che 1057 persone restarono ferme sul molo, aiutate dalle popolazioni di Pagliari e Fossamastra che mai fecero mancare loro la solidarietà necessaria ad affrontare il lungo periodo in cui dovettero restare in attesa ed eravamo appena usciti da una guerra che ci aveva lasciato una città distrutta ed affamata.
Con il decreto del luglio del 2012 il Molo fu dichiarato bene storico, ma giusto due mesi dopo che in una conferenza dei servizi referente venisse deciso che il Molo poteva essere usato per ricollocare le marine.
Nel 2013 La Sovrintendente dichiarava che il Molo doveva essere pienamente accessibile al pubblico e valorizzato come bene storico-culturale ma nella conferenza decisoria del 2014 (il molo era già bene protetto dal 2012), Autorità Portuale e Comune dichiararono la sua condanna a morte perché su di esso si previde la costruzione di manufatti per una della marine del levante ed esattamente “La Vela”.
Inutile dire che fu il Molo a fare in modo che la città fosse insignita della medaglia d’oro al valor civile e che prendesse il nome di Porta di Sion.

Con raccapriccio un paio di anni fa ho assistito ad una manifestazione per la consegna del premio Exodus che ebbe luogo sullo stesso, il quale era vergognosamente tenuto, spazzatura in ogni dove, neppure una fioriera che indicasse che vi era una festa, la targa sul muro sporca al punto che non si leggeva; a ricevere il premio alcuni degli Ebrei che da qui erano partiti ed avevano raggiunto la salvezza e, con loro, naturalmente le personalità c’erano tutte e spiccava la fascia tricolore del Sig Sindaco che su una passerella improvvisata consegnava il premio.
La giornata della memoria va ricordata sempre e le cose che servirono a salvare qualche vita dall’Olocausto devono essere tenute in modo congruo e non devono essere una vergogna per la città come lo sono attualmente, con nostro sommo dispiacere.

Per i Quartieri del Levante
Rita Casagrande

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