“L’affaire” del Vice Sindaco di Porto Venere: l’opposizione chiede chiarezza

Porto Venere – Dopo aver appreso dai giornali che il Sindaco e le aziende di famiglia sarebbero tra i beneficiati dai “contributi oscuri” dell’autorità portuale, oggi veniamo informati dalla stampa del ruolo avuto dalla vice sindaco in una opaca vicenda immobiliare. Un terreno con relativo immobile, in via libertà 13 alle Grazie, sito in zona assolutamente inedificabile, perché ubicato entro la fascia di rispetto cimiteriale, sarebbe stato venduto con un’intermediazione pagata 13.000 euro alla vice sindaco. Pochi mesi dopo, molto casualmente, approda in consiglio comunale una delibera che riduce la fascia di rispetto del cimitero delle Grazie da 200 a 50 metri, per consentire un intervento edilizio proprio su quei beni. E come si comporta la vice sindaco in consiglio comunale? Non partecipa? Si astiene? Esce al momento della trattazione della pratica? Nulla di tutto questo, vota convintamente a favore! Con il solo voto contrario del nostro consigliere Nardini, che si rifiuta di votare una norma “ad personam” senza che sia presente alcuna “pubblica utilità”, la pratica viene felicemente approvata. Quei beni diventano magicamente edificabili. L’assessora all’urbanistica che la pratica l’ha istruita ed il Sindaco che l’ha poi portata in consiglio comunale, sapevano o meno del ruolo avuto dalla vice sindaco? E ne erano a conoscenza tutti coloro che l’hanno votata? Apprendiamo che la vice sindaco sminuisce ma non smentisce, chiudendosi di fatto, come il sindaco, in un completo silenzio sul proprio conflitto di interessi.

Partito Democratico Porto Venere

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