Spezia batti un colpo, anzi due, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Ci stiamo avvicinando alla fine del cosiddetto mercato di riparazione e lo Spezia è l’unica società della serie B che non ha effettuato alcun movimento, sia in entrata che in uscita, a parte il rientro e la immediata ripartenza del giovane portiere Saloni.
La strategia sarebbe quella di aspettare gli ultimi giorni per piazzare l’operazione giusta, pronti ad accasare chi venisse messo ai margini da qualche società di serie A.
C’è chi si spella le mani per tanto arguto cinismo, accreditando così il nostro direttore sportivo di straordinarie doti di lungimiranza e di tattica contrattuale.
Ulisse alla guerra di Troia, insomma.
E gli altri ? E le altre società ? Meschine, che si affannano a contendersi tutti i giorni i giocatori che interessano partecipando ad aste che ne fanno lievitare il prezzo…..
Noi, furbi, aspettiamo la fine, quando non ci saranno più soldi in giro, ce ne sono già così pochi, ed allora chi vuole realizzare qualcosa si dovrà accontentare di vendere allo Spezia il suo pezzo forte e a prezzo stracciato.
Ma, viene un dubbio. E se a quel punto non ci fossero più neanche i giocatori che fanno al caso nostro ? Se, come succede di solito a chi arriva a cena in ritardo, sul tavolo si trovassero solo gli avanzi e ci si dovesse accontentare di raccogliere quello che è rimasto magari pagandolo a caro prezzo per dover necessariamente coprire una casella vuota?
In questi tempi nei quali dilaga l’ossessione pseudofilosofica sui concetti di verità e di post-verità, sembra piena di buon senso l’intuizione pirandelliana che, senza teorizzare la narrazione delle balle, riconosceva che la lettura della realtà possa essere condizionata dall’angolatura dalla quale la si valuta e dalla sensibilità soggettiva.
E io temo che possa più facilmente finire nella seconda malaugurata ipotesi.
Speriamo allora in un “coup de théatre” che tranquillizzi le nostre notti insonni che si agitano ogni sera, dopo le 23, a seguito delle delusioni patite davanti alla tv senza godere neanche di una mezza notizia per noi rassicurante.
E’ necessario intervenire ed intervenire bene.
Il mister, che mi pare meno entusiasta di altri sulla strategia di mercato, sa che si può lavorare con tranquillità e profitto sul definitivo lancio dei nostri giovani e con gli obbiettivi verso l’alto solo se non si ha l’assillo della classifica, la spada di Damocle del risultato, senza i tremori di una condizione di incertezza che finirebbe per offuscare la mente e le gambe dei giocatori.
Con grande acume psicologico rinvia la trattativa per il rinnovo del suo contratto a dopo questo squarcio di mercato, proprio perché vuole elegantemente sottolineare come sia decisivo operare bene in questa fase.
Sarebbe troppo sperare di ripetere l’exploit dello scorso anno, allorché, a gennaio, sono stati inseriti Sciaudone, Pulzetti e Piccolo che hanno determinato il rilancio e la rivitalizzazione di una squadra che aveva perso fiducia e coscienza dei propri mezzi.
Servono però almeno un paio di interventi di qualità.
Inserimenti che consentano soprattutto di proseguire nella maturazione dei nostri giovani, soprattutto quelli che sono cresciuti nel nostro settore giovanile, e non per questioni di sciovinismo sportivo, ma perché penso che sia davvero più utile, anche da un punto di vista economico, valorizzare i ragazzi nostri piuttosto che quelli degli altri.
Nel mentre che ci prepariamo a fare rientrare quelli che sono in giro, riserviamo un occhio di riguardo a Vignali, Ceccaroni, Maggiore, Okereke e Crocchianti che hanno dimostrato di non avere nulla da invidiare ai pur bravi che abbiamo in prestito e che qualche società di serie A ci richiede indietro già da ora, senza crearci, peraltro, danni irreparabili.
Teniamo conto che Vignali ha dimostrato di sapersi muovere a suo agio anche come esterno basso a destra e non saremmo scoperti se ci venisse proposta qualche opportunità in quel senso in uscita.
L’importante è che, dopo i sacrifici fatti quest’anno, dopo l’oculatissima gestione societaria, dopo lo straordinario bilancio societario, almeno rispetto a quelli passati, almeno qualcosa venga investito nel mercato. Anche poco. Con la miseria che c’è in giro sarebbe più che sufficiente.
In attesa dei cinesi di serie B.

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