Msc assume l’ex presidente del Porto Merlo. Per il ddl anticorruzione è in regola?

GENOVA – MSC Group ha annunciato la nomina di Luigi Merlo a “direttore rapporti istituzionali per l’Italia”, a partire dal 16 gennaio.

Luigi Merlo è stato presidente del Porto di Genova dal 2008 al 2015, e presidente di Assoporti, vicepresidente di Rete-Associazione per la collaborazione tra porti e città, assessore ai Trasporti della Regione Liguria, tra il 2005 e il 2008. È stato, inoltre, consigliere per la Portualità e la Logistica del ministro delle infrastrutture Graziano Del Rio.

Ci chiediamo: si concilia, questo nuovo incarico presso una società del settore portuale come Msc, con l’art. 53 comma 16 ter del D.Lgsvo n. 165/2001 introdotto dal ddl anticorruzione che vincola i dipendenti con poteri autoritativi o negoziali?

Stiamo parlando del nuovo comma 16ter dell’art. 53 D.Lgs. 165/2001, introdotto ex art. 1, co. 42, del testo di legge sull’anticorruzione (approvato in via definitiva il 31 ottobre 2015) che stabilisce che i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, abbiano esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possano svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

Lo stesso ddl precisa che i contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di tali previsioni sono nulli. È, inoltre, vietato ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni. È, infine, prevista la restituzione obbligatoria dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti.” (Ildiritto.it)

La nomina dell’ex Presidente di AP di Genova – qualora l’incarico si rivelasse in conflitto con il ddl anticorruzione – potrebbe quindi causare un problema  a Msc, che ha l’obbligo di dichiarare la propria regolarità e conformità al ddl anticorruzione, pena l’esclusione o il ritiro delle concessioni.

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