Sul palco del Teatro Astoria Massimo Dapporto e Tullio Solenghi

LERICI – Londra, anni ’60. Charlie è in febbricitante attesa per l’arrivo della figlia che non vede da trent’anni, esattamente da quando ha divorziato dalla prima moglie e ha iniziato a vivere con Henry. Anche quest’ultimo non vede l’ora di conoscere la ragazza, ma Charlie non vuole presentarli. Non subito almeno, visto che la giovane è all’oscuro della relazione del padre. Henry, infastidito, ricorda a Charlie di avergli dato un tetto sotto cui vivere e un mestiere. Charlie replica che, se non lo avesse sedotto, avrebbe avuto spazio per dedicarsi alla sua carriera d’attore invece di ridursi a fare il barbiere in un negozio che cade a pezzi.

A complicare ulteriormente le cose, e ad aumentare i battibecchi tra i due, giunge una lettera di convocazione in tribunale. La colpa di Charlie è di essersi vestito da donna in un locale e aver lanciato sguardi ammiccanti a un giovane poliziotto.

Il secondo appuntamento del cartellone teatrale lericino porta sul palco dell’Astoria, lunedì 16 gennaio alle ore 21, la commedia “Quei Due”. Uno spettacolo in cui si ride di gusto, ma che invita a profonde riflessioni su temi attuali, come l’omosessualità.

A dare il volto ai protagonisti dello spettacolo due consolidati interpreti della scena italiana: Massimo Dapporto e Tullio Solenghi, per la prima volta insieme sul palco.

˂E’ con grande soddisfazione che portiamo nel nostro teatro questa commedia, che avremmo voluto proporre già durante la scorsa stagione – commenta Claudia Gianstefani, consigliere delegato al Teatro -. Solenghi torna a Lerici, dopo la straordinaria interpretazione dell’Odissea dello scorso agosto, insieme a uno dei protagonisti del panorama teatrale italiano, Massimo Dapporto, vestendo i panni di un’inedita coppia gay. Uno spettacolo imperdibile, che affronta un tema di assoluta attualità con lo strumento dell’ironia, rimanendo però sempre in bilico tra farsa e tragedia˃.

Perseguitati da una legge obsoleta, il Buggery act, adottato per la prima volta nel 1533, i due protagonisti si confesseranno nel giro di una notte, per la prima volta in trent’anni, con una pungente ironia dal sapore amaro. Si racconteranno sviscerando senza riserve il proprio doloroso vissuto, mostrandosi in tutta la loro sincera, fragile e sopraffatta umanità, per ritrovarsi infine uniti nella consapevolezza di non poter più fare a meno l’uno dell’altro.

Lo spettacolo, adattamento dello stesso Dapporto della pièce “Il sottoscala” di Charles Dyer e con la regia di Roberto Valerio, è la storia di un amore fatto di attenzioni, cure reciproche, affetto e, naturalmente, di continui litigi, dispetti e plateali scenate. Un amore che dura per tutta una vita.

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