Giulio Guerri: “Il patrimonio idrico è un bene vitale dei cittadini: non può e non deve essere venduto”

LA SPEZIA- In questi giorni sta prendendo sempre più chiaramente forma, fra le ultime volontà dell’amministrazione comunale spezzina, la decisione di dismettere anche Acam Acque, il ramo che nell’ambito di Acam ha il compito di espletare la gestione pubblica del servizio idrico nel Comune, attraverso affidamento in house. Questa decisione è disastrosa, perché va a completare la distruzione di Acam, come accaduto con la cessione di Acam Clienti, di Acam Gas, degli impianti di Centrogas e di quelli di Acam Ambiente, con prevedibili ricadute negative anche sui lavoratori. L’aspetto ancora più preoccupante che tende a completarsi con la cessione di Acam Acque consiste nel fatto che da anni la struttura di bilancio di Acam Acque contempla come patrimonio l’insieme delle reti e degli impianti idrici anche del nostro Comune, che da norme vigenti risulta invece patrimonio inalienabile e incedibile. I dubbi sulla conformità alle norme vigenti dei bilanci sia comunale che di Acam Acque per quanto riguarda l’attribuzione del patrimonio delle reti e degli impianti idrici, sono un argomento che dovrebbe essere analizzato nelle sedi opportune e può diventare pericoloso alla luce di un eventuale nuovo padrone dell’attuale Acam Acque, in quanto non si conoscono ancora i confini fra pubblico e privato della nuova azienda. Con la vendita del settore acqua, pertanto, la giunta Federici (evidentemente ancora non paga dei danni già abbondantemente fatti in questi anni) metterebbe la firma su un’ultima fatale violazione di un diritto fondamentale dei cittadini: oltre a violare un’indicazione generale espressa dai cittadini in occasione del referendum del 2011 contro la privatizzazione del servizio idrico, infliggerebbe alla comunità spezzina e alle future generazioni la spogliazione di un patrimonio di importanza vitale (vitale per il suo valore economico e più ancora per la tipologia di prodotto e di servizio) e che deve tassativamente essere riconosciuto come un bene di proprietà dei cittadini Naturalmente cercheremo di fare di tutto per fare sì che questa rapina non avvenga e che il solo tentativo di compierla non passi impunito, prestando anche attenzione al piano tariffario, che ha già presentato problemi seri di applicazione per quanto riguarda il peso delle fatture a carico degli utenti spezzini.

Giulio Guerri – consigliere comunale “Per la Nostra Città”

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