Quartieri del Levante: “Forcieri fa vittimismo”.

LA SPEZIA- Ieri mattina sono apparse su un quotidiano cittadino le esternazioni dell’ex presidente dell’Autorità Portuale rilasciate in una conferenza stampa.
Rileviamo, in primo luogo, l’atteggiamento di vittimismo dopo le recenti vicende che lo vedono entrare nelle indagini della Magistratura per presunti illeciti operati negli ultimi 7 anni di mandato.
Leggendo, pare di capire che il Signor Forcieri sia stato vittima di un sistema di potere esistente in questa città e questo nonostante lui abbia sempre governato l’Autority a vantaggio della città,  quindi ci vuol far pensare di essere stato il salvatore della città e del Golfo.
A noi sembra invece che il suo governo, con il Comitato Portuale, abbia invece causato non pochi danni sia a La Spezia come al suo Porto Commerciale mentre di positivo si vede molto poco.
Basta pensare alla mancata restituzione alla città del waterfront, al fatto che la movimentazione dei container negli ultimi sette anni non sia cresciuta bensì diminuita smentendo pertanto tutto quello che Autorità portuale, sindacati e operatori portuali ci volevano far credere dando informazioni a senso unico cosicché chi leggeva aveva la sensazione che le associazioni ambientaliste e i rappresentanti dei quartieri adiacenti al porto commerciale fossero contrari a tutto senza alcun motivo valido.
Insomma il Presidente e il suo comitato blindavano le loro decisioni, anche quelle che avevano l’aria di essere ,presumibilmente, illegittime rispetto alle leggi e rispetto all’applicazione del Piano regolatore portuale, che sia pur da rivedere secondo noi, è comunque la legge di riferimento le cui prescrizioni dovevano essere rispettate.
La sua dichiarazione di aver salvato la città cozza contro il pensiero delle migliaia di cittadini del levante (Pagliari,Fossamastra e Canaletto) e di altri quartieri esposti all’inquinamento acustico e a quello delle polveri e con quello di centinaia di miticoltori presumibilmente danneggiati dai dragaggi che sono soggetti ad un’inchiesta della Magistratura.
Sarebbe bene che tutto quello di cui si è vantato nella conferenza venisse a discuterlo con i soggetti di cui sopra,in un confronto pubblico nel quale spieghi perché avvantaggiare il sovradimensionamento del porto invece della vocazione turistica del nostro golfo.
E questi sono solo parte dei rilevanti fallimenti dell’Autorità portuale negli ultimi 7 anni e poche le ricadute positive e i benefici ottenuti.
Forse solo l’attività crocieristica va a suo favore, ma essendo stata attivata sul Molo Garibaldi, cambiandone la destinazione d’uso, ha impedito la restituzione di Calata Paita alla città mentre era quest’ultima ad essere destinata dal P.R.P. a tale attività.

Franco Arbasetti e Rita Casagrande, Quartieri del Levante

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