Quartieri del Levante: “Basta con gli interventi di emergenza sul nostro territorio e nel nostro Golfo!”

LA SPEZIA- In questa città si sentono solo pronunciamenti, quasi unanimi, sulla necessità prioritaria di dar lavoro ai nostri giovani, ma in sostanza le istituzioni fanno poco o nulla, sia in città che nel territorio circostante, per mettere in campo progetti, efficaci a tale scopo, però sotto il segno della discontinuità col passato e che abbiano contenuti tali da dare risposte positive.
Eccezionale sarebbe se a La Spezia si facessero proposte di insediamenti produttivi che non finiscano con l’essere o ampliamenti dell’esistente o ad alto rischio ambientale come nel caso del porto o di insediamenti esclusivamente industriali nell’area Enel,74 ettari(2 a mare) in futura dismissione, o ampliamento della Snam a Panigallia o demolizioni navali.
Tutte scelte discutibili fatte a nome dell’emergenza (che è cosa vera purtroppo), ma che rischiano di minare un territorio fragile, pieno di criticità in cui i controlli sono purtroppo scarsi.
Ci sembra invece che si debba fare un salto di qualità per ciò che riguarda la pianificazione progettuale futura sia sulla costa che all’interno della provincia, tenendo conto che per creare lavoro serve diversificare le attività evitando di far credere che solo l’ampliamento del porto rappresenti per la nostra città l’unica alternativa.
Il che in realtà non risponde al vero perché il sovradimensionamento portuale, pur considerando il Porto in se importante per La Spezia, rischierebbe di entrare in rotta di collisione con altre attività a carattere turistico che sarebbero auspicabili per valorizzare il nostro territorio, creando occupazione senza danneggiare l’ambiente.
Ci pare che sia stato perso di vista il fatto che se la tua attività non ti fa vivere in mezzo all’inquinamento è certamente più auspicabile di una che semini malattie, vita insana ed infine la morte.
Di queste cose il levante cittadino per primo è sempre stato vittima e vorremmo evitare di continuare a percorrere la stessa strada.

Vorremmo poter vedere cosa ci prospettano per il futuro i nostri amministratori prima di decidere della nostra vita e non a cose fatte.

Franco Arbasetti e Rita Casagrande, Coordinamento Quartieri del Levante

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