Piazza Verdi: le perplessità, i fischi a Federici e il balletto delle cifre

LA SPEZIA- Come per ogni manifestazione che si rispetti, anche per l’inaugurazione di Piazza Verdi c’è ila cosiddetto “balletto di cifre”; alcuni organi di stampa hanno scritto che a fischiare, ieri, erano 20 persone, apostrofate sui social come “quattro gatti”. Di fronte a questo numero così basso, insorge il Comitato Piazza Verdi: “Venti erano le persone che tenevano i cartelli, noi eravamo di più. E soprattutto, tra la folla, si è aggiunta gente che non conoscevamo, ma che condivideva la nostra idea. Alcuni dei nostri sono stati defilati, non hanno neppure fischiato, impossibile stabilire realmente quanti fossimo.”; al di là dei numeri, Spezia si è dimostrata, ancora una volta, una città pacifica. Sono volate parole grosse tra qualche manifestante e qualcuno sceso in Piazza solo per godersi lo spettacolo, ma non è successo nulla.

Per il resto… grande dispiegamento di forze dell’ordine che riprendevano i manifestanti e che hanno fermato qualche cittadino cartello-munito, tante facce perplesse di fronte alla nuova piazza e, come sempre, alcuni commenti favorevoli e altri critici. Ironia sulla presenza di specchi nel retro dei portali: “potremmo venire qui a farci la barba, a truccarci, a provare un abito nuovo“.

Quattro, a quanto pare, le persone finite in ospedale dopo essere inciampate e cadute. La Piazza era davvero buia e i vari saliscendi (scalini, anfiteatro) rappresentano un pericolo.

I contestatori, con cartelli e volantini, hanno attraversato la Piazza e si sono posizionati sotto al palco, con l’obiettivo di esprimere il dissenso al sindaco Federici. Ma il sindaco non si vedeva. Fischi per il presentatore della serata, fischi per il Vescovo, che invitato a pensare ai poveri, risponde stizzito che “per i poveri c’è la Caritas“, applausi per i giovani musicisti dei licei e delle scuole medie musicali. Verso le 18, l’atmosfera si scalda e sale l’urlo “Federici fuori, Federici fuori“. Il sindaco ancora non si fa vedere, sale sul palco Paolo Restani, ma la protesta non si placa e alla fine il primo cittadino, come un novello agnello sacrificale, esce a prendersi la sua bella bordata di fischi. “Sono qua a prendere i vostri legittimi fischi” dice il sindaco, accolto al grido di “Vergogna, vergogna, hai distrutto una piazza“. “Non sarebbe giusto”, dicono i contestatori, “fermare la performance di Paolo Restani” e se ne vanno. Se non ci fosse stato tutto quel caos che rischiava di far saltare la festa, il sindaco sarebbe uscito? Ci si aspettava fosse lui, ad aprire la manifestazione, invece il primo cittadino stava nelle retrovie. Di fronte al rischio di veder saltare la festa (o preoccupato che potessero scoppiare tafferugli) il sindaco non ha potuto fare altro che uscire e prenderseli, quei fischi (ed epiteti non ripetibili), così come se li prese all’Allende quel famoso 8 giugno 2013, quando l’Amministrazione venne zittita dai cittadini inferociti. Allora c’erano i pini, in quella che la Giunta definiva “non luogo”.

E oggi? Oggi ci sono i portali, le vasche stuccate la mattina stessa e riempite d’acqua a tempo di record (e già una “perdeva“), portali multi-colorati che potrebbero essere presi da lì e spostati in qualunque altra piazza del mondo, tanto sono avulsi dal contesto. Oggi c’è un travertino che si sbriciola (ma grazie all’architetto Vannetti sappiamo che la colpa è degli autisti dell’ATC…). Ieri pomeriggio, inoltre, durante l’inaugurazione, c’era una gran puzza di fogna. Non vorremmo che fosse per quella, che ci riconosceranno nel mondo intero…

Servizio video di Maurizio Rivi (che ringraziamo per la collaborazione).

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