Ora tiriamo un po’ il fiato, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Si poteva fare trenta, abbiamo fatto ventotto: quest’anno la regola deve essere quella di accontentarsi.
Finisce un girone di andata che ha visto lo Spezia particolarmente penalizzato dai troppi infortuni che ne hanno inficiato fortemente potenzialità e risultati.
Il rovescio della medaglia, quello soddisfacente, è l’aver dovuto offrire, più per necessità che per scelta, utili opportunità a giovani di valore che, con impegno ed umiltà, hanno impedito naufragi dai quali sarebbe stato davvero arduo uscire indenni.
Anche le partite della settimana testè trascorsa confermano le attività e le perdite di un bilancio del tutto parziale che, se non induce a trionfalismi fuori luogo, ci fa comunque ben sperare per il prosieguo del campionato.
Come più volte detto, il girone di andata ha confermato una squadra solida sotto l’aspetto tecnico e caratteriale, umile e consapevole dei propri mezzi, cosciente di essere all’altezza di giocarsela ogni settimana, prudente quanto basta per accontentarsi, se del caso, anche di un punto solo.
D’altronde rimaniamo convintamente legati alle parole del mister pronunciate ad inizio stagione e ribadite nel corso della stessa: questa squadra può battersi alla pari con tutti, può vincere con tutti se i migliori undici sono nelle condizioni di dare il massimo.
Evidentemente questi presupposti oggi non ci sono ed è pertanto necessario rimanere sereni, soddisfatti per una classifica che ci consente comunque margini di rilancio, sempre che si intervenga sul mercato di gennaio per arricchire il reparto avanzato che oggi pare quello più bisognoso di rinforzi.
In questo contesto hanno un senso anche i due pareggi ottenuti a Pisa ed in casa con il Vicenza.
A Pisa si è giocata una partita quasi paradossale, il “nulla di fatto” sembrava il risultato già scritto in partenza in un clima di quasi virtualità che ha tolto ogni sapore ad un derby davvero anomalo.
Ne è risultata una gara difficile da commentare in quanto le questioni societarie del Pisa hanno di gran lunga offuscato l’aspetto agonistico e sportivo.
È indubbio che quel pareggio avrebbe avuto ben altro significato se fosse stato seguito dall’auspicata vittoria sul Vicenza.
Ma è pur vero che, visto come si era messa la partita con i lanieri, a causa di un intervento sconsiderato e pericoloso di Pulzetti che ci ha costretto a giocare in dieci uomini per oltre un’ora, i ragazzi, grazie ad una reazione tutto cuore e non solo, si sono ancora una volta dimostrati forti psicologicamente, uniti e generosi, parti di un gruppo di giovani e meno giovani che si aiutano reciprocamente e che, almeno dalla cintola in giù, non hanno da invidiare niente a nessuno.
Non abbiamo mai rinunciato a provare a vincere comunque, rischiando in alcune occasioni di soccombere, ma con il timone ben saldo di chi ha la lucidità per realizzare intelligentemente che certe partite si possono anche pareggiare.
L’avversario è apparso perfino stupito della vivacità di una formazione che, pur in inferiorità numerica, ha continuato a giocare senza paure o complessi negativi. Un avversario che, come quasi tutti gli altri, si è dimostrato assai meno temibile del previsto confermandoci nel giudizio, più volte espresso, per il quale possiamo ben dire che quest’anno in serie B si giochi davvero poco bene.
Abbiamo finalmente rivisto in campo Ceccaroni, anche se non dall’inizio, che ha confermato la sensazione di trovarsi assolutamente a suo agio in una categoria che si è conquistata l’anno scorso con una bella promozione.
Varrebbe certamente la pena di vederlo giocare un po’ di più.
Qualche riga la merita certamente il nostro portiere che conferma, settimana dopo settimana, le sue doti che stanno esplodendo così come sempre più scattante ed esplosivo è il suo fisico che lo rende capace di una reattività davvero difficile da riscontrare anche nella serie maggiore.
Oggi fanno sorridere certe argomentazioni di inizio campionato che discettavano sulla necessità di trovare un portiere alto per sopperire alle difficoltà nel gioco aereo dei nostri centrali come se la padronanza nelle uscite del portiere dipendesse dai centimetri e non da tempistica ed elasticità.
Ora tiriamo il fiato e speriamo che la Befana, con tutte le feste, non ce lo porti via e che anzi nella calza ci metta qualche gustoso cioccolatino. E niente carbone. Felice anno.

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