Guerri interviene sugli “archetti” di Piazza Verdi: “Uno sfregio che dovrà essere rimosso”.

LA SPEZIA- L’orrenda immagine di piazza Verdi da oggi sfregiata dai demenziali quanto costosi archetti colorati porta a compimento lo scempio di un luogo storico, un obbrobrio che ho denunciato come tale ed osteggiato fin dall’inizio e che la giunta comunale ha voluto perseguire ad ogni costo sperperando 4 milioni di euro e tenendo una piazza in ostaggio dei cantieri e delle transenne per più di tre anni e mezzo. La visione di questa nostra Piazza così svilita e ridicolizzata è sicuramente l’immagine più rappresentativa ed emblematica con cui passa alla storia una amministrazione comunale che ha sbagliato tutto e che ha rovinato una città producendo solo danni, disagi e sprechi.
Sicuramente questi archetti  colorati dovranno essere tolti al fine di restituire dignità e praticabilità alla Piazza. La rimozione dovrà avvenire senza paralizzare o creare disagi e cercando di rivendere questi pezzi se si troverà qualcuno che li voglia prendere e, diversamente, riciclando i materiali. Questo per tutti gli archetti tranne uno che si potrebbe esporre, insieme alle foto di come è stata ridotta la Piazza, in un museo delle brutture spezzine, che potrebbe essere allestito a costo zero in un’ala del Camec, per radunarvi ed esibire a futura memoria le vestigia dei tanti esempi di come non deve essere amministrata una città realizzati nella nostra Spezia dalla classe politica che l’ha tenuta in mano (e rovinata) in questi anni.

(Giulio Guerri, “Per la nostra città”)

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