Codice rosso: basta infortuni! di Marcello Delfino

LA SPEZIA – La sfortunata trasferta di Ferrara ha confermato due sensazioni forti che, andando verso la fine del girone di andata, si stanno dimostrando quasi certezze consolidando il significato delle analisi che fin qui abbiamo cercato di proporre.

Prima di tutto dobbiamo prendere atto che la competitività dello Spezia, in questa stagione calcistica, si è assai ridotta rispetto agli ultimi campionati.

Con molto realismo e grazie all’acquisita esperienza nella serie cadetta, la società ha ritenuto di tenere maggiormente in considerazione l’aspetto economico sacrificando più di qualcosa alla qualità del prodotto.

La scelta va ritenuta comunque valida e comprensibile se ha voluto rappresentare la necessaria premessa per un rilancio, sul piano delle ambizioni, che abbia però fondamenta solide garantite da una società sana messa nelle condizioni per crescere in autonomia senza dovere, cioè, ricorrere ogni fine esercizio alla generosità del suo patron costretto in questi anni a coprire perdite non sempre giustificate.

Questi orientamenti sono assolutamente coerenti con la politica di apertura verso l’inserimento dei giovani, soprattutto di quelli che vengono dalle nostre formazioni giovanili e che rappresentano un patrimonio per la società sotto ogni punto di vista.

Il risultato migliore sarebbe quello di disputare un campionato tranquillo, esprimendo un calcio dignitoso, come si è visto fino ad ora, favorendo la crescita e l’affermazione dei ragazzi pronti a fare quel salto di qualità che li accrediti definitivamente per la prestigiosa categoria.

Per effettuare un’annata con queste caratteristiche bisognerebbe prima di tutto arginare questa ondata di malasorte che causa un’infinità di infortuni e che fino ad oggi ha privato la squadra di elementi che, se ieri erano importanti, oggi sono indispensabili, vista la minor affidabilità della rosa , sia in qualità che per quantità.

Sarebbe utile scoprire se solo di malasorte si tratta o se non ci sia anche qualche ragione che nel contesto della preparazione giustifichi questi ripetuti eventi negativi.

In questa situazione l’esperienza, soprattutto a centrocampo, che i giovani potevano farsi gradualmente, magari giocando alternativamente, si trasforma in responsabilità che devono, al contrario, assumersi per la necessità di sostituire i loro compagni più esperti.

Anche la sopravvenuta indisponibilità di Sciaudone alla vigilia della difficile sfida col Perugia, che si aggiunge a quelle dei lungodegenti Errasti e Signorelli, determinerà il contemporaneo necessario impegno di Vignali e Maggiore.

Anche per questi motivi sarà necessario cercare qualche rinforzo a gennaio per consolidare la rosa e completarla almeno per quanto riguarda il reparto avanzato davvero troppo debole ed inconcludente.

Evitiamo tuttavia la ricerca di ex giocatori, come abbiamo letto in questi giorni, e cerchiamo, se possibile, i rinforzi giusti coerenti con lo spirito che informa la filosofia societaria di quest’anno.

Cerchiamo, poi, di tenere tranquillo l’ambiente senza precipitare in crisi di disperazione a seguito di sconfitte per altro disdicevoli anche se non del tutto imprevedibili.

Anche perché, ed è questa la seconda considerazione che ci sollecita la sconfitta di Ferrara, si conferma l’ evidente scadimento della qualità del livello espresso quest’anno dalla categoria.

A Ferrara abbiamo perso, fra le nebbie di una partita abbastanza incolore, una gara che potevamo anche pareggiare e che è stata anche un po’ segnata da qualche scelta azzardata del mister che ha lasciato inspiegabilmente inoperosi Vignali per tutto il tempo e Pulzetti per troppo.

Una gara che comunque ci ha confermato la assoluta competitività della nostra squadra rispetto ad un avversario che passa per una delle formazioni più in forma se non addirittura rivelazione del campionato.

Un’ultima considerazione in allegria.

Anche a Ferrara si conferma la massima spezzina secondo la quale “quando i van via de chi i divento tuti fenomeni….”

Se Schiattarella avesse corso in tutto l’ultimo anno che ha disputato a Spezia quanto sabato scorso l’avremo osannato. Per non parlar di Antenucci.

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