Storie di gruppi (4): Supertramp

Ci sono gruppi che hanno fatto di un determinato strumento musicale il proprio biglietto da visita, come un marchio di fabbrica che li caratterizza. Si pensi al flauto dei Jethro Tull, le chitarre tipiche dei Van Halen o dei Pink Floyd, le tastiere dei Deep Purple e via discorrendo. Parlando della band esaminata oggi, i Supertramp, il loro sound è subito riconoscibile dal pianoforte di Roger Hodgson, una delle due anime di questo celebre gruppo.

Sì, due anime perché nei Supertramp hanno sempre convissuto due personalità e due generi musicali diversi; il sinfonico-progressive del citato Hodgson ed il blues di Rick Davies, abbinamento questo che ha creato il tipico suono alla Supertramp che ha reso il gruppo britannico popolare in tutto il mondo. Altri musicisti si avvicenderanno nella band mentre i due leader, troveranno un compromesso per andare d’accordo, ossia alternare in modo equo il tipo di brano nei vari album. La nascita dei Supertramp ha una gestazione curiosa che vale la pena raccontare; tutto parte da un bizzarro mecenate olandese, un milionario che aveva investito e puntato dei soldi su di un gruppo che non era riuscito a sfondare, i The Joint. In questa sconosciuta band suonava Rick Davies al quale fu data un’altra possibilità dal ricco olandese e Davies avrebbe dovuto reclutare dei musicisti per formare un gruppo vincente. Il primo ad aggregarsi fu proprio Hodgson, talentuoso pianista che aveva già inciso un singolo insieme ad un altro pianista, un certo Elton John, ai tempi sconosciuto. Una volta completato l’ensemble con altri due elementi, la band era formata ed aveva scelto il nome Daddy.

Essendoci un gruppo con un nome similare, la band scelse il nuovo nome prendendo spunto da un libro del 1910, “Autobiography of a Supertramp”, ed ebbe inizio l’avventura. Gli esordi non furono facili, la prima casa discografica gli permise di incidere subito l’album che porta il loro nome, tuttavia, sebbene le critiche fossero positive ed i brani fossero progressive come da nuova tendenza del periodo, le vendite furono molto scarse. Dopo l’esordio, i Supertramp suonarono al Festival dell’Isola di Wight ma, dopo un tour norvegese che si rivelò un flop, due elementi lasciarono la band. Rimpiazzati, esce il secondo disco, “Indelibly Stamped” che a livello di vendite seguì le orme del predecessore e vide l’abbandono della scena da parte del benefattore olandese. Quando tutto sembra perduto, con il terzo album, “Crime Of The Century”, i Supertramp ottengono un provvidenziale successo grazie a brani come “School”, “Asylum”, “Hide In Your Shell”, “Bloody Well Right” e “Dreamer”, ripresa in Italia dall’esordiente Renato Zero con il titolo “Sgualdrina”. Ora che il ghiaccio è rotto, partono per un lungo tour di supporto al nuovo disco, “Crisis? What Crisis?” dove troviamo altri loro classici come “Two Of Us”, “A Soapbox Opera” e “Ain’t Nobody But Me”.

Grazie ai guadagni ottenuti con questi ultimi due album, i Supertramp si trasferiscono negli Stati Uniti dove compongono “Even In The Quietest Moment”, ultimo lavoro sinfonico-progressive dove spicca la splendida ed imponente “Fool’s Overture” oltre a “From Now On” ed il singolo di successo “Give A Little Bit”. Il cambio di rotta musicale, ossia una svolta verso sinfonie più pop, spalancherà le porte al successo planetario di “Breakfast In America”, un album che consacra i Supertramp a star internazionali e li farà rimanere un anno intero nelle classifiche di tutto il mondo. Qui abbiamo la loro canzone più famosa, “The Logical Song”, dall’intro di pianoforte inconfondibile, l’affascinante “Take The Long Way Home”, l’orecchiabile canzone che dà il titolo all’album, la splendida “Goodbye Stranger” ed altri brani che li porteranno alla conquista di ben quindici tra dischi d’oro e di platino. L’immensa popolarità li porta in tour in tutto il mondo, tour celebrato con il doppio splendido live “Paris” del 1980, ma i due fondatori Davies ed Hodgson, che avevano convissuto dividendo onori ed oneri fino ad allora, non si sopportano più ed il declino dei Supertramp è in agguato.
Giusto il tempo di incidere “Famous Last Words”, disco che contiene la hit “It’s Raining Again”, e Roger Hodgson lascia il gruppo per proseguire una buona carriera solista. Rick Davies prosegue da unico leader ed esce un altro album, “Brother Where You Bound” che, sull’onda non ancora estinta dei successi passati, tiene a galla i Supertramp sebbene i fasti di “Breakfast In America” siano un ricordo lontano. Gli anni a venire saranno un continuo rincorrersi di voci riguardo una possibile réunion che farà sperare i molti fans del gruppo ma ogni volta che il tutto starà per concretizzarsi, ripensamenti dell’ultimo momento faranno naufragare il progetto. Altri album ed altri tour hanno caratterizzato quest’ultimo decennio, la magia dei Supertramp resta circoscritta al periodo d’oro, quello di “The Logical Song”, canzone immortale dal testo profetico: “Quando ero giovane, la vita mi sembrava così meravigliosa, un miracolo, era così bella, magica e tutti gli uccelli sugli alberi cantavano così felicemente, gioiosamente, scherzosamente mi guardavano…”.

(Fabrizio Bordone)

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