Pontremoli: Concerto Barocco a San Francesco

PONTREMOLI – Nella chiesa pontremolese dedicata a San Francesco, venerdì 16 dicembre, alle ore 21, si potrà ascoltare e apprezzare un “Concerto Barocco”.

L’esibizione, inserita nell’ambito della rassegna musicale “I Concerto dell’Avvento”, sancirà il debutto degli strumentisti dell’ensemble “Accademia della Rosa”, diretti dal maestro Giulio Plotino, che dedicheranno la loro musica ai grandi compositori del periodo barocco Antonio Vivaldi ed Arcangelo Corelli.

Il Barocco, nato a Roma, si è espresso in letteratura, filosofia, arte e musica, caratteristico del XVII secolo e dei primi decenni del XVIII secolo, si presenta come l’affermazione di valori potenti e riconoscibili da parte di chiunque, e per ciò vi viene fortemente rivalutato il realismo della rappresentazione, ma nello stesso tempo pone l’interrogativo angoscioso sul vero senso dell’esistenza: Antonio Lucio Vivaldi e Arcangelo Corelli sono due degli artisti più significativi di quel periodo. Il primo è stato un compositore e violinista cittadino della Repubblica di Venezia, esponente di spicco del tardo barocco veneziano. Detto il Prete Rosso per il colore dei capelli, fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico.

Arcangelo Corelli è stato anch’egli compositore e violinista italiano del barocco. Considerato tra i più grandi compositori di quel periodo, fondamentale fu il suo contributo allo sviluppo della forma musicale della sonata e del concerto grosso, che egli portò ad un altissimo livello di equilibrio e perfezione formale. Lo stile introdotto da Corelli e sviluppato dai suoi allievi, quali Pietro Locatelli, Pietro Castrucci, Giovanni Stefano Carbonelli ed altri, ebbe un’importanza vitale per lo sviluppo del linguaggio del violino. È stato detto che i percorsi di tutti i famosi violinisti-compositori del XVIII secolo in Italia portano a Corelli, che fu il loro “iconico punto di riferimento”.

Insomma, certamente un concerto da non lasciare passare in sordina, ma un momento molto suggestivo da cogliere e fare proprio, da godere con l’ascolto, che riuscirà a coinvolgere tutti i presenti attraverso i violini con la loro voce, una musica che è un qualcosa di una bellezza indescrivibile.

Alberto Bonfigli

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