Storie di gruppi (3): Fleetwood Mac

Sono ormai cinquant’anni che la band anglo/americana Fleetwood Mac è in circolazione. Un gruppo dalle fortune alterne e segnato da numerosi avvicendamenti interni ma che ha conosciuto momenti di gloria indimenticabili. Il loro massimo successo, l’album “Rumours”, è uno dei dischi più venduti nella storia della musica e contiene dei classici di fama mondiale che vedremo in seguito.

Il termine Fleetwood Mac deriva dai cognomi dei due fondatori della band, il batterista Mick Fleetwood ed il bassista John McVie, entrambi fuoriusciti dai Bluesbreakers di John Mayall insieme al grande chitarrista Peter Green. Con l’altro chitarrista Jeremy Spencer formarono il primo nucleo imperniato su di un blues di stampo britannico che caratterizzerà i primi lavori. Uno dei loro primi brani è la celebre “Black Magic Woman” che ogni conoscitore di musica identifica con Carlos Santana il quale la portò ad un successo planetario. Dal 1968 al ’74, i Fleetwood Mac sfornano parecchi album che passano relativamente inosservati; certo, l’embrione del sound che li farà diventare una band famosa si vede ma, dopo tanta gavetta, la svolta avviene solo nel 1975. Peter Green aveva inaugurato quasi subito gli avvicendamenti ed il gruppo non trovava mai un assetto stabile finché nella compagine arrivarono Lindsey Buckingham che pose come conditio sine qua non l’entrata nel gruppo della compagna e cantante Stevie Nicks. Con questa formazione, i Fleetwood Mac trovano la chiave per il successo, la voce femminile dà l’impronta giusta per conquistare il pubblico e l’omonimo album del ’75 ne è la conferma. Contiene brani come “Rhiannon”, figura della mitologia gallese e “Say You Love Me” ed in generale sancisce la svolta verso un genere decisamente mainstream, dopo anni di blues.

La bellissima voce di Stevie Nicks, una delle più belle di sempre, contribuisce allo strepitoso successo raggiunto in modo definitivo nel 1977 con “Rumours”. Il titolo dell’album, “dicerie”, si riferisce ai commenti della stampa sulla situazione sentimentale dei componenti i Fleetwood Mac; Stevie e Lindsey si stavano separando così come già avevano fatto McVie e la moglie Christine, presente nella band, oltre a Fleetwood che aveva scoperto la relazione tra la moglie ed il suo miglior amico. Nonostante questo intreccio di gossip arrivato in contemporanea, molti hanno ipotizzato che la bellezza del disco sia dovuta proprio agli sfoghi dei vari soggetti sublimati artisticamente, con un risultato invidiabile. Tutto “Rumours” è un disco dove ogni brano è di alto livello e meritano di essere citati tutti: “Second Hand News”, la splendida “Dreams”, “Never Going Back Again”, la celeberrima “Don’t Stop”, una delle più conosciute, la bellissima “Go Your Own Way”: “puoi andare per la tua strada, vai per la tua strada. Puoi definirlo un altro giorno triste. Puoi andare per la tua strada, vai per la tua strada…”. E poi ancora, “Songbird”, e quella che forse è la più bella in assoluto, “The Chain”: “E se non mi ami ora (Se non mi ami ora), non potrai mai amarmi ancora. Posso ancora sentirti dire che non avresti mai spezzato la catena (mai spezzato la catena) …”.

Altri gioielli sono “You Make Loving Fun”, “I Don’t Want To Know”, la sofferta “Oh Daddy” ed infine “Gold Dust Woman”. L’album, imperniato sulle vicende sentimentali di cui sopra, in poco tempo vende qualcosa come 40 milioni di copie; registrato tra ripicche e cocaina, sarà l’apice qualitativo dei Fleetwood Mac e farà incetta di dischi d’oro, platino e persino diamante in mezzo mondo. Nonostante la pesante situazione all’interno della band, i Fleetwood Mac, dopo un paio d’anni, danno alla luce il doppio “Tusk”, altro album splendido che varrebbe l’acquisto anche solo per il brano “Sara”: “Annego nel mare d’amore, dove ognuno amerebbe annegare. Ed ora è finito, non importa più. Quando costruisci una tua casa, chiamami “casa”…”. Anche “Tusk” fa strage di premi, così come il successivo “Mirage” che contiene in particolare “Gypsy”, ben venti dischi di platino, ma ci vorrà “Tango In The Night” a rinverdire la popolarità dei Fleetwood Mac.

Questo disco del 1987 sarà un enorme successo commerciale, commerciale in tutti i sensi, trainato dalla popolarissima “Big Love”, brano orecchiabile perfetto per le radio di ogni parte del globo: “Looking out for love. In the night, so still. Oh, I’ll build you a kingdom in that house on the hill. Looking out for love. Big, big love…”. Dopo questo fortunato album, Lindsey lascia la band, vi farà ritorno solo dieci anni dopo, e solo le raccolte di successi tengono viva la favola Fleetwood Mac che si riscatterà con lo splendido live “The Dance” grazie anche alla formazione di nuovo completa che è l’unica formula davvero vincente. A distanza di cinquant’anni, i Fleetwood Mac risultano tuttora attivi anche se l’ultimo lavoro risale al 2013 ed è un EP contenente quattro inediti.

Rimane una band originale ed unica nel suo genere che, nonostante i tanti… rumours, ha lasciato un segno importante e tante canzoni immortali.

(Fabrizio Bordone)

 

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