Niente vittimismi, di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Continua la serie di risultati positivi, la crescita dei nostri giovani, i graduali rientri dei ragazzi più esperti costretti a stare lontano dal momento agonistico a causa di forse troppi infortuni.
Quando ci si avvicina alla fine dell’anno diviene difficile sottrarsi alla suggestione dei bilanci, bilanci provvisori e parziali poiché l’anno solare non coincide con la stagione calcistica.
Eppure appare giusto esprimere apprezzamenti per un tentativo, fino ad oggi riuscito, di costruire una squadra con l’occhio rivolto soprattutto al bilancio, quello finanziario, e la conseguente necessità di valorizzare tutte le risorse a disposizione senza investirne altre alla ricerca di prime donne che troppo spesso in passato hanno deluso sia i colleghi di palcoscenico che il pubblico.
Giusto sottolineare la serietà, la professionalità di una società che ha finalmente trovato una giusta dimensione per il livello che le compete.
Società seria, operosa, che nulla lascia alla spettacolarità come è giusto che sia allorché la proprietà non si identifica con la dirigenza ma ne delega ruoli e responsabilità a persone di fiducia.
Lo stile è un po’ quello che abbiamo apprezzato quando Damir Miskovic ne ha assunto le redini, uno stile che premia, oggi, sia lo Spezia, che è davvero cresciuto in ordine a sobrietà e cultura del lavoro, sia il Rijeka che oggi Miskovic dirige e che veleggia nelle altissime posizioni del campionato croato.
Una compostezza ed una signorilità che la società ha evidenziato anche nell’occasione del pareggio interno contro il Frosinone, pareggio decretato da un clamoroso errore dell’arbitro che, come è noto, ha annullato un gol regolare a capitan Terzi.
Superata la comprensibile e giustificabile rabbia del dopopartita, la società non ha ritenuto opportuno gettare benzina sul fuoco, assumere atteggiamenti vittimistici, denunciare complessi di persecuzione come spesso si sente fare dopo un torto subito.
Fino ad oggi non mi pare si possa affermare con qualche ragione che la Federazione abbia penalizzato lo Spezia, anzi la serietà della società è stata sempre rispettata garantendo arbitraggi di prestigio affidati ai migliori esponenti della categoria.
Nessuna isteria, dunque, nessun proclama di guerra a fronte di un errore che va messo nell’ordine normale delle cose che possono accadere e che speriamo, in una prossima volta, possano orientarsi a nostro favore.
Un problema, piuttosto, la classe arbitrale di serie B sembra comunque evidenziarlo: i guardalinee.
Premesso che esercitare quel ruolo oggi è sempre più difficile in quanto i responsabili di bordo campo sono chiamati a cogliere tempi ed attimi ai più impercettibili, preso atto che ogni gara di serie A ha bisogno oggi della disponibilità di ben sei giudici arbitrali riducendo sensibilmente le residue disponibilità per la serie cadetta, sarebbe comunque sbagliato sottovalutare un problema che arreca danno agli arbitri prima di tutto favorendone la normale ed umana fallibilità.
Gli assistenti di gara appaiono spesso fuori luogo, fuori tempo, incapaci di seguire l’evoluzione del gioco nella posizione giusta che consenta loro di cogliere con puntualità gli eventuali fuori gioco.
Li vediamo spesso rincorrere l’azione, inseguirne lo svolgimento sopravanzati dai movimenti dei giocatori che non possono poi giudicare nei tempi e negli spazi giusti.
Non ci resta che sperare in una crescita della qualità di chi è chiamato a svolgere questo ruolo che, come dicevo, appare comunque sempre più complicato e difficile da esplicare.
Buone notizie arrivano anche dal direttore sportivo allorché rassicura l’ambiente sulla volontà della società di intervenire nel mercato invernale per colmare la lacuna che appare sempre meno sopportabile dalla squadra.
Non c’è dubbio che il fronte offensivo vada rafforzato per dare i giusti sbocchi ad una squadra che mostra equilibrio e solidità ma che non riesce né a produrre e tantomeno a concretizzare un numero apprezzabile di occasioni da rete.
Non si tratta di fare rivoluzioni che avrebbero solo il risultato di snaturare una squadra che ha trovato il giusto mixage fra giovani ed esperti e che sta mettendo solide basi per i campionati futuri.
Siamo vicini a Nenè per il lutto che ne ha colpito gli affetti più cari.

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